Nuri Ahusain arrestato dalla Digos

di Francesca Marruco

E’stata rinviata a ottobre per un difetto di notifica la prima udienza del processo a carico dei tre ragazzi libici che vennero arrestati dalla Digos di Perugia perché ritenuti terroristi in procinto di irrompere nell’ambasciata libica in Italia per uccidere l’ambasciatore. Il processo, che si celebra con giudizio immediato come richiesto dalla procura di Perugia, entrerà quindi nel vivo nei prossimi mesi.

Imputati e accuse Sul banco degli imputati siedono il presidente della Lega degli studenti libici in Italia Ahusain Nuri Shaib Ali e altri due connazionali, Abdel Hadey Adel Salem, di 33 anni e Saleh Khalifa Omran Khalifa, di 21. Tutti e tre devono rispondere dell’accusa di essersi associati assieme ad altri cittadini libici fedeli al raìs Gheddafi, ancora non identificati, per commettere una serie di reati (minaccia aggravata, violenza privata, tentata invasione di edifici e percosse) «al fine di condizionare i cittadini libici in Perugia in favore del regime del Colonnello Gheddafi – stava scritto nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere -, impedire l’espandersi dell’influenza del Consiglio Nazionale Transitorio del regime di Bengasi, riconosciuto dal Governo italiano e allontanare i rappresentanti diplomatici dello stesso Governo transitorio».

Le intercettazioni Gli avvocati dei tre imputati, i legali David Zaganelli, Luca Tadolini e Alessandro Ciglioni, hanno chiesto la remissione in termini in quanto l’avvocato Tadolini non aveva ricevuto la citazione a giudizio. Da qui ad ottobre dunque le difese hanno annunciato l’intenzione di lavorare sui tre cd di intercettazioni a disposizione delle parti. Intercettazioni che non sono mai state integralmente trascritte. I difensori hanno intenzione di chiederne la trascrizione, almeno di una parte di esse. Quelle utili, secondo le difese, a «smontare» il castello accusatorio.

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