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lunedì 30 gennaio - Aggiornato alle 00:03

Perugia, in centro tanta gente, file e sosta selvaggia: bloccato accesso. Prefetto: «Serve responsabilità»

Anche domenica molte persone nell’acropoli: la municipale dalle 17 ha impedito l’ingresso a via Masi. Oltre 50 multe per divieto di sosta

La municipale in Largo Cacciatori delle Alpi (foto U24)

di Daniele Bovi

Così come avvenuto nella giornata di sabato, anche domenica il centro storico di Perugia si è riempito di persone per lo shopping natalizio, per un aperitivo, un caffè o una semplice passeggiata. Nessuna notizia se non fosse che l’Umbria, come il resto del paese e del mondo, deve fare i conti con la pandemia. Subito dopo pranzo l’area tra corso Vannucci, piazza Matteotti e le vie limitrofe è stata affollata da tante persone, spinte in centro anche dal bel tempo, dalla voglia di stare insieme all’aperto dopo settimane difficili e dal fatto che i centri commerciali, nel fine settimana, devono rimanere chiusi.

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Sosta selvaggia e code E con l’arrivo delle persone, compresi turisti dalle regioni vicine, è tornata anche la sosta selvaggia: le auto, come al solito, sono state parcheggiate un po’ ovunque, dai marciapiedi di viale Indipendenza agli spazi accanto ai portici della Provincia teoricamente riservati ai motocicli, da piazza Danti (il cui assetto sarà rivisto in profondità dal Comune proprio per cercare di arginare il problema) a piazza Italia fino ai lati del duomo, e non solo. Intorno alle 17, nonostante il cartello in via Masi indichi che non ci sono parcheggi liberi, la fila di auto ferme lungo viale Indipendenza parte dall’incrocio con via Marzia.

I controlli Pochi minuti prima, la polizia municipale vista la situazione ha deciso di fermare il flusso di auto e ha piazzato, in Largo Cacciatori delle Alpi, una pattuglia per impedire l’accesso all’acropoli (gli agenti sono rimasti fin quasi alle 20). Nel frattempo, come informa il comando, sono state 53 in poche ore le multe fatte alle auto parcheggiate in divieto di sosta. Nell’area di corso Vannucci e zone circostanti i controlli sono stati fatti dalle forze dell’ordine e dai volontari della protezione civile. Dalla questura, che ha schierato alcune pattuglie a piedi insieme ai carabinieri, non vengono segnalate criticità di rilievo (perlopiù corretto l’uso delle mascherine) se non la particolare affluenza di gente e le file che, complici le regole necessarie per garantire il distanziamento, si sono formate fuori dai negozi e da alcuni bar.

Responsabilità Tra le tante persone arrivate in centro ci sono anche turisti dalle regioni vicine (soprattutto Lazio e Toscana), magari per una passeggiata e un pacco regalo con i prodotti del territorio. «Credo che quanto avvenuto a Perugia in questi giorni – spiega a Umbria24 il prefetto Armando Gradone – stia succedendo un po’ in tutti i centri storici. Se non ci sono regole stringenti, difficili magari da accettare e condividere con le persone e con le autorità del territorio, più che ricordare di indossare le mascherine e controllare non si può fare. Resto convinto che bisogna insistere molto sul fronte della comunicazione, sperando che i cittadini colgano questo bisogno di responsabilità, ora più che mai necessario».

Twitter @DanieleBovi

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