L’uomo accusato di essere il palpeggiatore seriale passa dal carcere agli arresti domiciliari. Martedì infatti il Tribunale del riesame ha deciso di cambiare la misura cautelare decisa dal giudice per le indagini preliminari nei giorni scorsi, accogliendo parzialmente la richiesta fatta da Arturo Bonsignore, avvocato del 46enne perugino, un pasticcere proprietario di un laboratorio nella zona di Ferro di Cavallo.
La vicenda Al centro dell’inchiesta c’è l’uomo che era diventato un incubo per quelle donne che passeggiavano nel centro storico, e non solo, la mattina presto. Secondo quanto ricostruito grazie all’indagine di carabinieri e polizia, coordinata dal pubblico ministero Gemma Miliani, il 46enne pasticcere, fino a martedì nel carcere di Vocabolo Sabbione con le accuse di lesioni e violenza sessuale aggravata e continuata, ha ‘colpito’ oltre 40 volte tra fine 2013 e metà 2014. Il modus operandi era sempre lo stesso: mentre nelle prime ore del mattino si trova in giro per la città a rifornire i bar, sceglie le sue vittime, che possono essere 20enni così come 50enni, si avvicina a loro velocemente, le tocca per una frazione di secondo e poi scappa.
VIDEO: L’AGGRESSIONE A UNA DONNA
LA LETTERA DI UNA LETTRICE AGGREDITA
AGGREDIVA LE DONNE GIA’ DAL 1993
Le indagini Nessun caso di palpeggiamento si registra però dopo il luglio scorso, quando in seguito a mesi di pazienti indagini gli inquirenti sapendo di essere, anche grazie alle riprese delle telecamere, sulla strada giusta portano il 46enne di fronte al pm Miliani per essere interrogato. Il pasticcere era stato identificato anche qualche settimana prima, a marzo, e da lì più nessun assalto per due mesi, passati i quali però l’uomo torna alla carica, arrivando ad aggredire, secondo l’accusa, anche più donne nel corso di una mattinata. Decisive ai fini delle indagini le testimonianze delle donne che hanno sporto denuncia, quasi tutte concordi nel riconoscerlo: chi per i vestiti che normalmente indossava, chi per lo sguardo, chi per la sciarpa particolare, mentre tutte hanno notato che aveva un qualche tipo di problema nel camminare. Alcune sono state così sfortunate da essere state vittime del 46enne anche due volte. L’uomo era inoltre già stato denunciato nel 1993 per «libidine violenta». In pratica, già 20 anni fa aveva molestato una donna, peraltro nello stesso modo appurato dagli inquirenti anni dopo. «Il racconto della vittima – scrive il pm nella richiesta di misura cautelare -, rafforzato da quello della testimone di allora, non è altro che la copia esatta delle aggressioni avvenute ai nostri giorni».
