Intervenuto in videoconferenza dal carcere di Velletri il mostro del Circeo, Angelo Izzo, ha spiegato al giudice di Perugia di aver raccontato la storia dell’omicidio di Raffaella Corazzin avvenuto al Trasimeno non per calunniare nessuno quanto, più che altro, in ossequio alla verità sulla fine della ragazza. Izzo ha virtualmente assistito all’udienza in cui si sta discutendo l’opposizione all’archiviazione sulle indagini riguardanti la pista perugina per la scomparsa e l’omicidio della giovane avviata proprio sulla base delle sue dichiarazioni. A opporsi è stato l’avvocato Antonio Maria La Scala per conto della zia di Rossella, scomparsa a Tai di Cadore avvenuta 17 anni fa. Izzo ha dichiarato che la giovane è stata violentata e uccisa, il caso è arrivato all’attenzione dei pm umbri in seguito al dichiarato coinvolgimento di Francesco Narducci e un presunto rito violento avvenuto al Trasimeno negli anni dei misteri del ‘mostro’. Il giudice Lidia Brutti si è riservata la decisione sulla richiesta di opposizione all’archiviazione.
Perugia, il Mostro del Circeo in videoconferenza: «Ho detto certe cose per rispetto di quella povera ragazza»
