Un'auto della polizia stradale (foto archivio U24)

Patente ritirata con annessa decurtazione di dieci punti e multa da 848 euro. È costato caro all’autista di un autobus mettersi alla guida del mezzo con una scheda del conducente intestata a un’altra persona. La scoperta è stata fatta martedì dalla polizia stradale di Perugia che ha fermato il conducente mentre stava guidando un autobus di quelli a lunga percorrenza, con tragitti che interessano più regioni. La scheda del conducente è una carta tachigrafica che permette di identificare la persona che si trova alla guida di un mezzo ed è, come ricorda la polizia stradale, «personale e necessaria per la guida di veicoli» come gli autobus.

Meno ore «È evidente – aggiungono gli agenti – che questi comportamenti posti in essere da conducenti di veicoli adibiti al trasporto di persone sono finalizzati a falsare i dati relativi all’attività lavorativa. In questo caso l’utilizzo della scheda di un terzo nasconde la propria attività reale facendo risultare formalmente minore il numero delle ore di guida attribuibili all’autista del mezzo mentre nella realtà l’autista pone in essere una attività di guida molto al di sopra dei limiti consentiti dalla legge».

Un pericolo Per autobus che operano su lunghe tratte come quello scoperto dalla stradale di Perugia, c’è poi l’obbligo di avere due conducenti a bordo così da evitare le soste previste dalla legge. Il fatto che ce ne fosse solo uno implica che all’andata l’autista utilizzi la carta intestata a un’altra persona, e trascorso il tempo di guida inserisca la propria. «Un comportamento – dice la stradale – che incide sui costi per l’acquisto dei servizi e la concorrenza commerciale», e che crea «un elevato pericolo per la sicurezza stradale dovuto ad un accumulo elevato di ore di guida».