Spinge con forza la moglie incinta contro il termosifone, quando era in stato di gravidanza l’ha aggredita «anche davanti ai figli minori» e una volta, mentre stava guidando, le ha «sferrato uno schiaffo» in faccia perché ha sbagliato strada, un colpo che le ha «spaccato il labbro». Un’altra volta, durante una discussione, mentre lei teneva in braccio il figlio piccolo, ha «preso una prolunga e l’ha girata intorno al collo della donna minacciando di ucciderla». «Vattene via di qui, ti ammazzo, ti trovo ovunque tu vai – le ha gridato solo un mese fa minacciandola con una pistola in mano -. Hai visto la pistola, ti brucio la macchina, ti brucio assieme alla macchina». Indagato per stalking un albanese di 47 anni, per il quale il suo avvocato, Vincenzo Bochicchio, chiede al Riesame l’annullamento del divieto di avvicinamento.
Le accuse Secondo la Procura l’uomo «maltrattava la moglie» soprattutto «dopo aver fatto abuso di alcol e droga», mantenendo un «atteggiamento prepotente e arrogante nel contesto familiare». Alcuni episodi contestati tra Corciano e Castel del Piano sono molto datati nel tempo (si torna indietro fino al 2006): «Ha determinato un insano clima di timore e tensione infliggendo alla donna e ai figli minori un regime di vita penoso e tormentoso, causandole profonde sofferenze e forti umiliazioni, costringendola a vivere in un perdurante stato di soggezione psicologica, tanto che la stessa si decideva a sporgere querela soltanto nel 2025». La persona offesa in una ciorcostanza è stata «costretta a chiudersi nella camera da letto» perché l’uomo ubriaco – viene detto – danneggiava oggetti e suppellettili in casa. Durante i numerosi litigi la minacciava che «se lo avesse lasciato le avrebbe reso la vita impossibili, che avrebbe ammazzato prima lei, poi i figli e infine se stesso». «Nel 2021 – si legge – l’ha costretta a subire un rapporto sessuale contro la sua volontà». Per poi «tempestarla di chiamate per sapere dove fosse e con chi».
