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La questura di Perugia

È stato scortato fino a Tunisi visto che non aveva alcuna intenzione di andarsene dall’Italia un tunisino classe 1977 rimpatriato nelle scorse ore dagli agenti dell’Ufficio immigrazione della questura di Perugia. Il 40enne, uno spacciatore rinchiuso a Capanne dove sarebbe rimasto fino a luglio, le ha tentate tutte per evitare di essere portato a Tunisi, compresa la carta ‘sentimentale’: attraverso il suo avvocato infatti, che ha impugnato il provvedimento di rimpatrio, ha spiegato che era sposato con un’italiana e che avrebbe voluto finire di scontare la pena in un carcere italiano. Peccato però che, come sono riusciti a dimostrare i poliziotti, il matrimonio fosse fasullo e che i due non convivevano; una tecnica non certo nuova ma ancora ampiamente utilizzata. Mercoledì quindi il 40enne è stato accompagnato fuori dal carcere di Capanne e da lì a Fiumicino, dove gli agenti sono saliti insieme a lui su un volo per la Tunisia. In caso rientri in Italia, sarà di nuovo arrestato e dovrà finire di scontare la pena residua in carcere.

Altri rimpatri Stessa sorte per un albanese del 1975, anche lui in carcere dove stava finendo di scontare una pena a 2 anni e 4 mesi per associazione ai fini spaccio di stupefacenti: i poliziotti lo hanno accompagnato all’aeroporto e caricato su un volo per Tirana. Sempre nella capitale albanese è stato rimpatriato un 50enne con alle spalle una storia di ingressi illegali ed espulsioni arrivate nel 2003, nel 2008 e nel 2016, quando era stato bloccato alla frontiera di Fiumicino e respinto. Pochi mesi dopo però i carabinieri lo trovano a Perugia, dove era riuscito ad arrivare in qualche modo: a quel punto è stato condannato a 4 mesi di carcere per reingresso illegale, al termine dei quali giovedì è stato imbarcato dagli agenti su un volo diretto per Tirana.

Ladre in albergo Un foglio di via obbligatorio è invece il provvedimento emesso nei confronti di due donne dell’est Europa trovate questa notte in un albergo di Perugia. Le due, una 29enne e una 35enne, hanno alle spalle numerosi precedenti per reati contro il patrimonio in particolare una decina di furti in abitazione, rapina e possesso ingiustificato di arnesi da scasso e pure guida senza patente. La 29enne, inoltre, aveva ricevuto un provvedimento simile dai comuni di Rimini e Viterbo e a suo carico c’è anche un obbligo di dimora nel Comune di Roma emessa dal Tribunale di Macerata; misura però non rispettata tanto che è scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Accompagnate in questura per gli accertamenti, gli è stato consegnato il foglio di via in base al quale non potranno fare rientro in città per tre anni.

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