don Elio Bromuri

Perugia piange don Elio Bromuri. Lo storico direttore de La Voce, settimanale cattolico che ha diretto per 30 anni, è morto lunedì mattina a Perugia dopo una lunga malattia. Punto di riferimento per il mondo cattolico cittadino e non solo, don Bromuri, 84 anni, è stato una delle voci più ascoltate in città e in Umbria, commentandone ogni settimana i fatti più rilevanti. Nel 2010 don Elio era stato anche iscritto all’Abo d’oro della città, un riconoscimento prestigioso che va a coloro che si sono particolarmente distinti nei vari ambiti della vita sociale cittadina. I funerali si terranno martedì alle 15.30 nella cattedrale di San Lorenzo della quale è stato canonico, mentre dal pomeriggio di lunedì sarà allestita la camera ardente all’interno della chiesa di Sant’Ercolano.

L’ultimo editoriale «Fino all’ultimo – ricorda la diocesi in una nota – ha diretto il settimanale, redigendo l’editoriale del numero in edicola lo scorso 7 agosto (l’ultimo prima della pausa estiva), ma soprattutto ha continuato a dare il suo «benvenuto» a quanti, giovani e meno giovani, vengono ospitati quotidianamente all’“Ostello-Centro internazionale di accoglienza” nella centralissima via Bontempi di Perugia. Proprio in questo luogo, che è stata la prima opera di carità della Chiesa perugina, fondata da monsignor Bromuri mezzo secolo fa insieme ad un gruppo di giovani per accogliere persone in difficoltà senza distinzione di nazionalità e religione, come segno concreto di quell’apertura-dialogo avviata dal Concilio Vaticano II, il noto sacerdote perugino si è spento assistito dai suoi amici. Gli stessi che hanno condiviso con lui buona parte degli oltre sessanta anni della sua proficua e instancabile missione sacerdotale al servizio della Chiesa e del popolo di Dio su vari ambiti pastorali, sociali e culturali».

L’ULTIMO EDITORIALE E I MESSAGGI DI CORDOGLIO

Uomo di Dio «Don Elio è un uomo di Dio che sarà ricordato da tutti noi non tanto per le grandi cose che ha fatto – commenta il cardinale Bassetti –, ma per quelle piccole da lui compiute ogni giorno per il bene della Chiesa e della società intera. Anche da questo si coglie lo spessore di quest’uomo e di questo sacerdote, uno dei miei più stretti collaboratori e consiglieri». «Un uomo e un sacerdote – ricorda la diocesi – dal grande “spirito laico” che emergeva con nitidezza anche dai suoi innumerevoli editoriali ed articoli pubblicati dal “suo” settimanale».

Dialogo «Non possiamo fare a meno gli uni degli altri – disse monsignor Bromuri ricevendo il premio dall’Ordine dei giornalisti –. Siamo talmente vicini (la cattedrale ed il palazzo comunale si affacciano sulla stessa piazza…) e coinvolti nella comune attività di carattere sociale, culturale e di sviluppo della città che dobbiamo sempre più rapportarci in maniera collaborativa. Noi facciamo un lavoro aperto a 360 gradi, al dialogo, alla comprensione sia tra i cristiani sia tra le diverse religioni sia anche con il mondo laico, perché abbiamo un obiettivo comune, quello di fondare una società che assomigli il più possibile alla città di Dio. Non pretendo tanto, ma almeno che ci sia un orientamento verso una città nella quale si possa veramente vivere da umani e da cristiani nel rispetto della dignità e dei valori fondanti nella nostra tradizione culturale».

LA FESTA PER I 60 ANNI DEL GIORNALE 

I vescovi In un messaggio di cordoglio i vescovi dell’Umbria «affidano a Gesù buon pastore l’anima di questo suo servo fedele, che ha esercitato per lunghi anni il ministero sacerdotale al servizio dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve e delle Chiese della regione. Ricordano con animo grato il suo impegno nell’insegnamento, nella pastorale universitaria, nel campo delle comunicazioni sociali e del dialogo ecumenico. I suoi interventi sul settimanale «La Voce», di cui è stato direttore per tanti anni – sempre competenti ed equilibrati, apprezzati anche fuori dall’ambito strettamente ecclesiale – hanno costituito un prezioso e puntuale contributo alla riflessione per il bene comune ed hanno stimolato iniziative e impegni diversificati. Resta di lui la testimonianza di un uomo e di un sacerdote appassionato per l’annuncio del Vangelo e il dialogo con la società civile, che ha sempre voluto accompagnare con attenzione e simpatia.

Chi era Monsignor Bromuri era nato a Deruta l’11 ottobre 1930 ed era stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1953. Ha ricoperto diversi incarichi nella Chiesa diocesana e regionale: oltre ad essere stato canonico della cattedrale di Perugia, è stato rettore della chiesa di Sant’Ercolano e direttore degli Uffici pastorali diocesani e regionali della cultura e delle comunicazioni sociali, dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso. «Laureato in filosofia e teologia – è scritto nelle motivazioni che hanno portato alla sua iscrizione nell’Albo d’oro -, monsignor Bromuri ha dedicato la maggior parte della sua vita all’insegnamento. È stato docente di Ecumenismo presso l’Istituto teologico di Assisi. Da sempre animatore del dialogo culturale e religioso, Monsignor Bromuri ha svolto una rilevante azione pastorale come cappellano della chiesa dell’Università, fin dalla sua riapertura del 1958 a opera del rettore Giuseppe Ermini. Per più di vent’anni è stato assistente della Fuci (Federazione universitaria cattolici italiani) e ha dato vita al Meic (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale). L’impegno rivolto al dialogo interreligioso lo ha portato a fondare il Centro Ecumenico e Universitario San Martino e il Centro internazionale di accoglienza in via Bontempi, già conosciuto come “Ostello di don Elio”, nel quale, ogni anno, vengono accolte gratuitamente centinaia di persone in difficoltà. La sua pluriennale esperienza e il suo impegno umanitario sono stati premiati con numerosi riconoscimenti: da ultimo con la dignità di Protonotario Apostolico concessagli da S.S. Papa Benedetto XVI nel 2008. I suoi insegnamenti trapelano, da anni, dalle pagine del settimanale «La Voce» di cui Monsignor Elio è direttore». Il settimanale era stato rilanciato anni fa proprio da don Elio, che ha ottenuto anche il premio alla carriera da padre dell’Ordine regionale dei giornalisti, al quale era iscritto da 30 anni. Bromuri è stato anche docente all’Università per stranieri e di storia e filosofia al liceo classico «Mariotti» di Perugia.