Il procuratore aggiunto Antonella Duchini

Il Consiglio superiore della magistratura, nell’ambito del procedimento disciplinare contro Antonella Duchini, procuratore aggiunto a Perugia, ha deciso, come provvedimento cautelare in via d’urgenza, il trasferimento del magistrato alla corte d’appello di Ancona, in qualità di giudicante. Duchini è indagata dalla procura della Repubblica di Firenze con l’ipotesi di rivelazione di segreti d’ufficio e abuso d’ufficio. Il magistrato è indagato in concorso con il sottufficiale dei carabinieri Orazio Gisabella, già inquisito per corruzione nell’ambito di un’inchiesta siciliana, e di un suo collega.

La vicenda Il procedimento sul quale hanno acceso i riflettori gli inquirenti toscani riguarda alcune informazioni relative a uno dei fascicoli del 2017 dei quali è contitolare il magistrato umbro, fino a qualche anno fa in Dda e titolare di alcune inchieste che hanno destato grande clamore. In particolare Duchini avrebbe rivelato ai luogotenenti dell’Arma – Orazio Gisabella e Costanzo Leone, già in servizio al Ros – notizie relative al procedimento avviato a carico di Franco e Giuseppe Colaiacovo. Secondo la magistratura toscana il magistrato avrebbe poi violato il dovere di imparzialità nell’esercizio della funzione pubblica, emettendo un decreto di sequestro preventivo di una quota di una srl del gruppo Colaiacovo.

La difesa Alla metà di luglio su ordine della procura di Firenze – con lo scopo di trovare un contatto tra il procuratore aggiunto e i Colaiacovo – sono stati perquisiti la casa e l’ufficio di Duchini. Nella stessa giornata i legali del procuratore, Nicola di Mario e Michele Nannarone, hanno sottolineato in una nota che «ogni addebito contestato al procuratore aggiunto di Perugia, Antonella Duchini, è privo di fondamento giuridico non avendo lei mai rivelato a nessuno, in 37 anni di attività, notizie riservate connesse alla propria funzione né commesso abusi per favorire o danneggiare nessuno».

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