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domenica 3 luglio - Aggiornato alle 22:17

Perugia, caso Shalabayeva: interrogatorio per il giudice indagato

di Francesca Marruco

Verrà interrogata mercoledì pomeriggio dal procuratore di Perugia Antonella Duchini, il giudice Stefania Lavore, iscritta nel registro dagli indagati dai magistrati perugini – competenti sull’operato dei colleghi romani – nell’ambito dell’inchiesta scaturita dall’espulsione della moglie del dissidente kazako, Alma Shalabayeva, espulsa dall’Italia il 31 maggio 2013 e rientrata lo scorso 27 dicembre dopo che la Corte di Cassazione aveva sottolineato l’illegittimità dell’atto .

L’udienza Il giudice, assistito dall’avvocato Lorenzo Contrada, dovrà spiegare la sua versione dei fatti sull’udienza che si tenne il 31 maggio 2013 presso il Cie di Ponte Galeria, dove la Shalabayeva era stata portata dalle forze dell’ordine. Secondo l’esposto presentato dall’avvocato della donna, Astolfo Di Amato, nel verbale di udienza ci sarebbero state delle omissioni in ordine alle informazioni fornite al giudice sulla storia della donna, che se rimpatriata avrebbe avuto seri rischi per la sua incolumità.

Il legale Ma il giudice non ci sta, e il suo legale spiega che «non essendoci il cancelliere, è abitudine del giudice – come potremo vedere anche con la perizia calligrafica -, far redigere il verbale dalle parti. Il giudice quindi non ha trascritto nulla di suo pugno ma ha fatto scrivere quanto detto in udienza da avvocati e polizia, che poi hanno firmato il verbale. Quindi, se lo hanno scritto e firmato, perché non hanno fatto presente allora la mancanza delle informazioni sullo status di dissidente del marito della signora?». L’avvocato, annunciando che «domani sarà la giusta sede per poter spiegare cosa ha fatto il giudice», sottolinea inoltre che «dire che il giudice ha convalidato l’espulsione è falso, perché lei ha convalidato il trattenimento in Italia».

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