Il prefetto Reppucci (foto F.Troccoli)

di Maurizio Troccoli

Dopo il servizio video andato in onda giovedì sera con ‘Announo’, su ‘Perugia capitale della droga’, il prefetto del capoluogo umbro non ci sta ad una immagine della città «apocalittica» e vuole incontrare i perugini per fare verità.

L’incontro «Dopo la trasmissione del servizio andato in onda su La7 – dice in una intervista telefonica aUmbria24 Antonio Reppucci -, mi sono confrontato anche con il procuratore generale della corte d’Appello di Perugia che condivide con me il pensiero secondo cui questa visione apocalittica della città è ingenerosa e caricaturale. Tra pochi giorni faremo un incontro pubblico con la città, io, il procuratore generale e i rappresentanti delle forze dell’ordine per fare verità su un problema che esiste e va combattuto, ma non ha la dimensione che qualcuno continua a volere rappresentare»

«Semplificazioni giornalistiche» Il prefetto punta alla prevenzione, ad un maggiore impegno sul dialogo con i giovani e ad un ruolo più incisivo delle famiglie: «Io non sono di origini umbre – continua -, opero a Perugia ma vengo dal sud. Non ho motivi campanilistici per difendere l’immagine della città ma ho competenze e il dovere di dire la verità. Ieri non è stata offerta solo l’immagine di Perugia capitale della droga, ma solo qualche giorno fa si è parlato di Londra capitale della droga, Milano capitale della droga, Napoli capitale della droga. Ecco secondo queste semplificazioni giornalistiche siamo tutti capitali delle droghe un modo per generalizzare e non invece entrare nel merito del problema con una azione preventiva e concreta, quella che noi siamo impegnati a fare e che dobbiamo fare ancora di più. Dico meno convegni, più comportamenti concreti, nelle scuole, nella lotta alla droga, mùnell’idea che tutte le droghe fanno male. mentre occorre favorire una idea della vita e non della morte in vita. Dobbiamo migliorare tutti, a partire dalle famiglie».

«I genitori facciano la loro parte» «Non si può vedere ragazzini – continua il prefetto – anche minorenni che alle 4 di mattina sono ancora per strada, a Perugia come altrove, mentre i genitori dormono e non si accorgono quando il figlio rientra in casa che è ubriaco o peggio ancora drogato. Perchè non vanno in strada a prenderli per le orecchie? Insomma bisogna che i genitori facciano la loro parte. Ripeto la droga c’è a Perugia, come altrove, il problema c’è e va affrontato. Non voglio minimizzare ma non posso accettare che si offra una immagine artefatta della città, una immagine apocalittica inaccettabile».

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