Gianni Spagnoli

di Ma.Ma.

E’ morto questa notte a 84 anni Gianni Spagnoli, uno dei dirigenti che hanno fatto la storia della Perugina degli anni Sessanta. Personaggio molto noto in città e a livello nazionale per aver fondato lui stesso, una volta ceduta la società dalla famiglia Buitoni alla Nestlè, un’azienda produttrice di cioccolato di alto livello, che si affermò rapidamente proprio per le capacità imprenditoriali e per la conoscenza dei prodotti dolciari di Spagnoli. Laureato in Chimica e padre di Francesca, vedova del dottor Francesco Narducci, il cui caso tiene tuttora banco a livello giudiziario, ha svolto un ruolo molto importante nella storia del Perugia calcio. Cugino di Lino Spagnoli, contribuì a riportare il Perugia allenato da Guido Mazzetti in serie B con una storica promozione dopo un trionfale campionato di serie C segnato da un testa a testa con la Maceratese.

Il direttore sportivo Il suo apporto nel Perugia fu molto importante, per la passione e la competenza. Braccio destro di Lino Spagnoli, Gianni svolgeva le funzioni di direttore sportivo (ma è stato anche presidente del Grifo) di una squadra che si fece onore anche in serie B sfiorando la A. Dopo la cessione delle quote al tandem D’Attoma-Ghini, i due cugini Spagnoli si fecero da parte mantenendo un rapporto sempre esemplare sia nei confronti della città che della squadra. Gianni Spagnoli aveva festeggiato il centenario del Perugia nel 2005, rilasciando testimonianze importanti che sono state fissate nel documentario «Grifo di popolo» realizzato da Francesco Ghini. Dopo essere stato ricoverato per alcuni giorni in ospedale aveva iniziato una fase di convalescenza ma, nel corso della notte, è deceduto nella sua abitazione di via dei Filosofi. Il mondo imprenditoriale perugino, i tifosi e gli sportivi di lunga data lo ricordano come un personaggio di grande spessore imprenditoriale e culturale e per il suo attaccamento alla squadra e alla città.

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