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mercoledì 29 giugno - Aggiornato alle 16:03

Tentato omicidio in via Settevalli: la furia dei parenti dell’accoltellato contro l’auto dei carabinieri

L’iraniano Abbas Afzali in carcere per aver centrato all’addome il vicino di casa ricoverato in prognosi riservata

Carabinieri al lavoro (© Fabrizio Troccoli)

di Enzo Beretta e Chiara Fabrizi

Tentato omicidio in via Settevalli dove Abbas Afzali, un iraniano di 63 anni, ha ferito in maniera grave all’addome con due pugnalate un napoletano di 45 anni attualmente ricoverato in prognosi riservata nel reparto di chirurgia d’urgenza dell’ospedale di Perugia. Tutte da verificare, per il momento, le ragioni della violenta lite avvenuta giovedì pomeriggio con il vicino di casa nel cortile di via Chiusi, al termine della quale Afzali, sorvegliato speciale con una sfilza di precedenti per droga e processi in corso, ha raggiunto la caserma dei carabinieri con una borsa contenente il coltello da caccia imbrattato di sangue utilizzato per aggredire il campano. Lo straniero si è andato a costituire in via Ruggia nello stesso momento in cui il rivale, ferito e dolorante, veniva accompagnato al pronto soccorso probabilmente da un familiare. 

Il coltello L’arma con cui ha vibrato i due fendenti all’altezza della pancia, descritta dagli investigatori come con una lama abbastanza grande, è stata sequestrata dai militari della stazione diretti dal maresciallo Claudio Zeni. Gli investigatori, in costante aggiornamento con il pubblico ministero di turno Massimo Casucci, insieme all’indagato hanno raggiunto la sua abitazione per sequestrare altro materiale considerato utile alle indagini. Nei pressi del luogo del tentato omicidio, però, non è stato semplicissimo per i militari evitare il contatto tra l’iraniano e un gruppetto di parenti e amici dell’accoltellato composto da sei o sette persone, i quali hanno aggredito la gazzella dei carabinieri con calci e ginocchiate. L’auto – si apprende – ha riportato danneggiamenti alla carrozzeria. 

L’interrogatorio in caserma Gli inquirenti hanno raccolto ieri sera le prime dichiarazioni di Afzali, il quale, assistito dagli avvocati Franco Libori e Paolo Schepis, ha fornito una ricostruzione dei fatti che non ha convinto praticamente nessuno. Il fatto che si sia andato a costituire subito in caserma con la propria auto e le dichiarazioni a proposito del presunto pentimento non sono state sufficienti a evitargli il carcere. Stando a quanto messo a verbale Afzali, quando si è reso conto della gravità della situazione, si sarebbe offerto perfino di accompagnare l’aggredito, sanguinante, in ospedale.

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