Paziente in uno studio medico

Condannati dalla Corte dei conti a risarcire l’Usl Umbria 2 per oltre 33.500 euro, due medici dell’ospedale di Narni accusati di aver gestito, con colpa grave, un intervento chirurgico di parto cesareo con sterilizzazione attraverso chiusura delle tube su una paziente che avrebbe pertanto avuto una gravidanza extrauterina con danno alla tuba destra e disfunzionalità riproduttiva; la stessa avrebbe inoltre dovuto subire un secondo intervento chirurgico più invasivo, il cosiddetto raschiamento. «Dalla documentazione in atti – si legge nella sentenza – emerge in modo chiaro ed evidente il fallimento della operazione di sterilizzazione, con conseguenze pregiudizievoli a carico della paziente».  A poco sono valse le difese dei due professionisti. Secondo loro, come rappresentato dai propri avvocati, l’intervento sarebbe stato eseguito correttamente e l’azione risarcitoria sarebbe infondata. La magistratura contabile ha invece riconosciuto il danno erariale indiretto: «È causalmente riconducibile alla condotta dei sanitari quivi convenuti, nella specie gravemente colposa». In ragione del diverso contributo apportato in fase di operazione chirurgica, la somma dovuta è stata ripartita tra i due in questo modo: per il 70% a carico del medico A.P., per il 30% a carico di D.G..

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