Nel Parco nazionale dei Sibillini tra Umbria e Marche è tempo di censimento per i camosci appenninici. E come già avvenuto in passato per l’attività in programma il 24 luglio l’ente apre le porte ai volontari. Chi vuole partecipare all’esperienza deve inviare il modulo di adesione entro il 21 luglio all’indirizzo censimento.camoscio@sibillini.net.
Per unirsi alle attività previste «è necessario un equipaggiamento da alta montagna con scarponi e indumenti (compreso cappello) adatti a proteggere da sole, vento e pioggia», mentre è considerato «preferibile dotarsi di binocolo e cannocchiale». Dal Parco fanno quindi sapere che «in alcuni transetti bisogna percorrere tratti a piedi per escursionisti esperti», quindi è chiaro che il censimento dei camosci non è un’attività per neofiti della montagna.
Abilità a parte, ovviamente, l’ente ai volontari garantisce «copertura assicurativa e attestato digitale di partecipazione», ma chiede che in caso di adesione e successiva rinuncia si faccia pervenire «la comunicazione del caso possibilmente due giorni lavorativi prima delle date» indicate.
Il programma prevede per il 24 luglio il censimento, che «si svolgerà al mattino, a partire dalle 5.30 lungo un sistema di 18 transetti», e per il giorno precedente «un incontro preparatorionella sede del Parco dei Sibillini a Visso», che è «obbligatorio per coloro che non hanno preso parte al censimento negli ultimi 3 anni».
Infine, l’ente «si riserva di limitare la partecipazione dei volontari a un numero massimo di 40 unità in base all’ordine di arrivo delle domande oppure sulla base di requisiti utili alle esigenze organizzative», mentre se le condizioni meteorologiche dovessero essere avverse «il censimento verrà posticipato o ripetuto il 29 luglio o in altra data». Per informazioni è possibile scrivere a censimento.camoscio@sibillini.net oppure contattare telefonicamente i dottori Alessandro Rossetti (0737 961563254) e Federico Morandi (0737 961563255).
Il camoscio appenninico, va ricordato, è una «sottospecie endemica dell’Appennino centrale, che ha rischiato l’estinzione, è considerata vulnerabile ed è stato reintrodotta nel Parco nel 2008 grazie anche a progetti comunitari realizzati in collaborazione con i Parchi abruzzesi e Legambiente», ricostruisce l’ente. Oggi i camosci presenti nel Parco «si attestano oltre le 450 unità: un risultato importante che ne conferma l’elevata idoneità ambientale ai fini della conservazione di questo magnifico animale», conclude la nota del Parco dei Sibillini.
