di Marta Rosati
«Da nove mesi non la sento respirare, non sento la sua voce, il suo profumo. Mezzo mio cuore è morto insieme a lei, l’altro vive giusto per Leon». Sofferta, tra le lacrime, e non poteva essere altrimenti, la deposizione della madre di Ilaria Sula in Tribunale, resa davanti alla Corte d’Assise di Roma, quando nella gabbia di sicurezza c’è l’assassino della figlia, l’ex fidanzato della giovane; Mark Samson.
Non accettando la fine della relazione, il 23enne filippino l’ha uccisa a coltellate all’interno della propria cameretta, ha chiuso il corpo in una valigia e l’ha gettato in un dirupo. Non uno qualunque, quello dove si era ritrovato con Ilaria in occasione del loro primo anniversario nel marzo del 2024. Quest’ultima informazione è emersa dalla testimonianza del fratello di Ilaria. Leon, dopo La denuncia di scomparsa di sua sorella, era riuscito a scovare una geolocalizzazione del cellulare della giovane, risalente al 26 marzo, in via Homs, proprio dove, si è scoperto successivamente, la 22enne era stata uccisa. Chieste informazioni a Mark Samson (col quale si conoscevano dal luglio del 2023, a volte giocavano insieme online ai videogiochi) questo, chiarito che non si frequentavano da due settimane, ha riferito che era un luogo vicino casa sua, rivelando contestualmente che si erano visti per parlare, e rendendosi disponibile a cercare la ragazza insieme a lui.
Intanto Mark, incontrando i genitori di Ilaria in commissariato, diceva «Mi spiace conoscervi in questa circostanza. Vi posso abbracciare?». Lo ha raccontato il papà della vittima, commentando tra le lacrime: «Ho abbracciato l’assassino di mia figlia. Ci ha assicurato di non sapere nulla della scomparsa, io amo Ilaria, giuro sulla tomba di mia madre che non le torcerei un capello. Allora ho chiesto se per caso Ilaria avesse problemi di droga ma mi ha assicurato di no. Ho chiesto se avesse avuto bisogno di soldi e mi ha detto che gli aveva prestato 300 euro. Te li ha restituiti? ho chiesto. Mi ha risposto ‘Solo 100’. Così gli ho dato subito 200 euro. Mi ha portato via la cosa più preziosa, Ilaria era nata il mio stesso giorno. L’ha uccisa in modo atroce e ha pure sporcato la sua immagine. Fa male, è difficile. A casa mia non c’è più vita».
Tutti i familiari, che si sono costituiti parte civile nel processo, hanno espresso il grande dolore che la perdita di Ilaria ha provocato, hanno rappresentato il forte legame affettivo con la giovane e la difficoltà di convivere col terribile lutto che li ha colpiti. In Aula il medico legale ha illustrato i risultati dell’autopsia. Secondo quanto ricostruito, per le ecchimosi al volto e l’assenza di segni di difesa, è verosimile che la ragazza sia stata Tramortita e successivamente colpita, con una lama di almeno 10 cm, con tre fendenti al collo. È morta dissanguata, a seguito della rottura di due vasi venosi.
