di Fab. To.
Botta e risposta fra il sindaco di Otricoli Nico Nunzi e il consigliere di minoranza Pier Paolo Palozzi. Quest’ultimo contesta l’installazione di antenne per la telefonia sulla sede del comune. Il primo cittadino risponde: «tutto in regola».
Le antenne Vodafone Nella sua interrogazione, inviata anche alla soprintendenza per i beni culturali e all’Arpa, il consigliere di minoranza punta il dito contro la scelta dell’amministrazione comunale di concedere alla Vodafone una stanza e lo spazio per due antenne di telefonia mobile proprio sopra la sede municipale. Il tutto nell’ambito del progetto commerciale «1000 comuni». Pier Paolo Palozzi sottolinea come «le antenne, siano state poste nel pieno centro storico del paese, sul palazzo comunale e in prossimità della torre medievale». Nonostante il parere favorevole della soprintendenza, il consigliere sottolinea come le antenne, così posizionate, «formino due ridicole orecchie alla torre medievale» e per questo parla di «intervento troppo invasivo che non tiene conto neppure dell’impatto ambientale né dei rischi per la salute dei cittadini». Il tutto non appare giustificato dagli introiti che il comune percepirà per tale operazione: «quattromila euro annui in totale – afferma Palozzi – oltre a duemila euro in più per ogni sublocazione ulteriore da parte di Vodafone. I beni pubblici ci sembrano ancora una volta sottostimati».
Il sindaco A stretto giro, la risposta del sindaco Nico Nunzi: «il comune ha deciso in autonomia e nel rispetto della salute pubblica – si legge nella nota del primo cittadino – La relazione non fa emergere rischi per la salute pubblica e la stessa installazione ha ricevuto apposita autorizzazione paesaggistica». Infine gli aspetti economici: «il prezzo concordato è congruo con il progetto ‘1000 comuni’ di Vodafone su tutto il territorio nazionale e la sublocazione delle antenne è prevista per apportare ulteriori servizi ai cittadini. Tutto ciò – spiega il sindaco – nel rispetto della salute pubblica, in quanto l’esposizione alle onde elettromagnetiche è, ad oggi, un quinto di quella prevista dalla normativa vigente».


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