
di Daniele Bovi
Dopo il caos mediatico che si è scatenato intorno al vescovo di Orvieto Giovanni Scanavino, è lo stesso presule a intervenire con una nota in cui esorta «ancora una volta all’obbedienza al Santo Padre e alla comunione». In questi giorni infatti sotto la Rupe è nata una raccolta di firme a sostegno del vescovo in seguito alla più che probabile (la decisione verrà ufficializzata sabato) rimozione di Scanavino da parte di papa Benedetto XVI. Un’iniziativa sulla quale Scanavino si dice «in totale dissenso» e bollata come «autonoma e irresponsabile». Il vescovo, che dopo il suicidio aveva rimesso il suo mandato nelle mani del Pontefice, ha richiamato, come detto, all’obbedienza verso il Santo Padre, e ha parlato oggi di «un clima di tensione e di confusione mediatica».
Il suicidio di Seidita Tutto nasce pochi mesi fa dopo il suicidio del diacono Luca Seidita, lanciatosi la sera del 30 novembre scorso dalla Rupe di Orvieto. Alla base del tragico gesto il no del Vaticano che ha impedito al 29enne diacono di diventare sacerdote. Un diniego che, come spiegò il vescovo, era stato vissuto come «un dramma assoluto». Secondo la Santa Sede infatti Luca Seidita «non era maturo» per diventare sacerdote: «Per me – spiegò invece il vescovo Scanavino – era pronto a diventare prete». Tra il Vaticano e il vescovo insomma ci sono state quelle che lui stesso in seguito al suicidio chiamò «divergenze di valutazione».
La decisione di Benedetto XVI La decisione di Papa Ratzinger, come ribadisce anche il vescovo nella sua nota di sabato pomeriggio, verrà resa nota solo sabato prossimo alle 11.30, ma secondo le indiscrezioni trapelate la sua sorte sarebbe segnata. Dopo queste indiscrezioni e dopo che la diocesi stessa aveva reso noto che una decisione era stata presa, ad Orvieto i parrocchiani si sono mobilitati ed hanno lanciato una raccolta di firme (che si è conclusa alle 13 di oggi) da apporre sotto una lettera indirizzata a Benedetto XVI in cui si chiede, dopo aver espresso «sentimenti di smarrimento e impotenza misti a rabbia e dolore di fronte al solo pensiero di subire una grande ingiustizia», di lasciare il vescovo «lì dov’è».
Circa 700 le firme raccolte La raccolta di firme è andata avanti dalle 19 alle 20.30 di venerdì sera sotto la Torre del Moro ed è andata avanti questa mattina dalle 9 alle 13. In città, dopo la più che probabile decisione di Benedetto XVI, si respira un clima di forte smarrimento. Solo ieri erano state raccolte oltre 300 firme, mentre questa mattina il totate si aggirava intorno alle settecento. Tra gli orvietani però c’è un certo scoramento dovuto alla consapevolezza che l’iniziativa, molto probailmente, non porterà i frutti sperati. Così come c’è consapevolezza che la nota di oggi di Scanavino è un gesto obbligato e impeccabile dal punto di vista del presule. Le decisioni del papa, infatti, non si discutono.
