di Daniele Bovi
I camionisti che decideranno di sostare lungo il tratto umbro della A1 potranno dormire sonni un po’ più tranquilli. La polizia stradale di Orvieto infatti dopo un’indagine chiamata «Sirene» durata due anni ha denunciato a piede libero 15 persone accusate di aver messo a segno, negli ultimi 24 mesi, almeno una quindicina di colpi sulle aree di sosta della A1 nei dintorni di Orvieto. Il modus operandi scelto era sempre lo stesso: il gruppo si muoveva in batterie da 5-6 persone, alcune su un’auto civetta e altre sul camion dove poi veniva caricata la refurtiva. Entrati in un’area di sosta, i malviventi aprivano i camion mentre il conducente dormiva e ‘alleggerivano’ il carico.
Refurtiva Secondo le stime degli agenti guidati dal comandante Stefano Spagnoli, la refurtiva ammonta ad almeno un milione di euro e l’inventario è ricco: dagli pneumatici al cibo passando per vestiti ed elettronica. E tornare a mani vuote non era neppure preso in considerazione tanto che, in un’occasione, è stata rubata pure della cancelleria. Il tutto secondo le indagini sarebbe stato destinato al mercato nero della Campania, regione dalla quale arrivano i denunciati, molti dei quali pregiudicati con alle spalle reati simili.
Pluripregiudicati Tre di questi infatti erano finiti tra le maglie di un’altra operazione della stradale di Orvieto chiamata «Cutter» (che in inglese significa taglierino, lo strumento più utilizzato per aprire i teloni) che aveva portato a 31 custodie cautelari. Nel complesso, come spiega la polizia, si tratta di personaggi ‘navigati’ che hanno messo a segno colpi anche in Toscana e che in futuro potrebbero essere accusati anche di altri furti commessi lungo la A1.
Le indagini Decine di migliaia le telefonate tracciate: un fiume di parole che si è rivelato molto utile per smantellare il gruppo, tenuto per mesi sotto osservazione. Dopo un furto, come è emerso dalle indagini, il camion sul quale stavano trasportando la refurtiva si è rotto sull’autostrada nei dintorni di Frosinone e i ladri non si sono fatti problemi a chiamare un carro attrezzi. In due casi invece i camionisti si sono accorti del tentato furto e sono riusciti a mettere in fuga i ladri mentre in un altro le manette non sono scattate solo perché gli agenti, mentre stavano seguendo i malviventi, si sono imbattuti in un incidente mortale.
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