martedì 31 marzo - Aggiornato alle 15:15

Operazione Toner, fiumi di droga da Roma: undici condanne e una assoluzione

Oltre sessant’anni di carcere decisi dai giudici per i dodici giudicati con rito abbreviato. Le difese: «Faremo appello»

di Massimo Colonna

Undici condanne per oltre sessant’anni di carcere e una assoluzione. Arrivano le prime sentenze per l’Operazione Toner, messa in campo nel luglio 2019 dai carabinieri di Terni due anni fa per stroncare un canale di rifornimento di droga proveniente da Roma. La decisione è arrivata nella tarda mattinata di venerdì a Perugia con pene leggermente più miti rispetto a quelle chieste nel gennaio scorso dalla procura.

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Le decisioni Undici condanne con pene che vanno dai nove anni e quattro mesi per i due ritenuti a capo dell’organizzazione, Mohamed Mojmil e Sandro Broccucci. Pene minori invece per gli altri nove imputati, con un computo finale di oltre sessant’anni di reclusione. I giudici hanno invece assolto Fahoum Lahcem (l’unico cui non veniva contestata l’associazione per delinquere, secondo l’accusa aveva avuto un ruolo nel trasporto dello stupefacente, accusa poi decaduta in giudizio).

Le reazioni In aula era presente il pubblico ministero Giuseppe Petrazzini e gli avvocati difensori Francesco Mattiangeli, Massimo Proietti, Gianluca Muzi, Donatella Panzarola e Umberto Martella. «Siamo soddisfatti per l’assoluzione del nostro assistito – spiega Mattiangeli, che difende cinque imputati – e moderatamente soddisfatti per le altre decisioni dei giudici. Le richieste formulate dalla pubblica accusa sono state ridotte nel giudizio e a tutti sono state concesse le attenuanti generiche. Pensiamo comunque ci siano margini per presentare istanza di appello». Di «moderata soddisfazione» parla anche l’avvocato Proietti, che difende la posizione di tre imputati. «Confidavamo nella derubricazione del reato associativo – spiega – che però non c’è stata. In ordine invece all’entità delle pene accogliamo la riduzione stabilita dai giudici rispetto a quanto aveva chiesto la procura».

@tulhaidetto   

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