di Massimo Colonna
Le decisioni del gip sulle posizioni dei quattro dipendenti comunali e le istanze al Riesame per il sindaco e l’assessore Bucari. Sono questi gli aggiornamenti attesi nelle prossime ore per quanto riguarda gli sviluppi giudiziari (e di conseguenza anche politici) dell’Operazione Spada. Nella giornata di martedì entrambi i filoni non hanno avuto aggiornamenti e dunque le parti in causa aspettano di conoscere quali saranno le decisioni del tribunale.
Il gip A più stretto giro di posta dovrebbero arrivare le prese di posizione del giudice per le indagini preliminari Federico Bona Galvagno dopo l’interrogatorio dei quattro dipendenti di Palazzo Spada, avvenuto venerdì scorso. Si tratta del dirigente Renato Pierdonati, dei funzionari Federico Nannurelli e Paolo Neri e del dipendente Claudio Brugia, difesi dagli avvocati Carlo Orsini e Francesco Donzelli. Per le loro posizioni il gip si era riservato di decidere su una eventuale interdittiva a svolgere l’attività in Comune dopo averli ascoltati.
Sindaco e assessore Intanto le difese del sindaco, i legali Attilio e Daniele Biancifiori, e dell’assessore Stefano Bucari, l’avvocato Roberto Spoldi, stanno per formalizzare l’istanza al Riesame di Perugia per chiedere la revisione delle misure applicate ai propri assistiti. Il sindaco Leopoldo Di Girolamo è ancora agli arresti domiciliari, mentre l’assessore Bucari dopo l’interrogatorio ha visto tramutarsi la stessa misura in interdittiva a svolgere attività assessorile. Dopo la richiesta al Riesame i giudici avranno tempo fino a dieci giorni per valutare se modificare l’ordinanza del gip.
I filoni Intanto la procura, da quanto trapela, sembra decisa ad archiviare due dei filoni di inchiesta aperti nella prima parte dell’operazione, quella sfociata nei sequestri del 17 novembre scorso. I due filoni sono quelli legati al sistema antincendio del Caos e dio una parte dell’illuminazione pubblica.
Forza Italia e la mozione Intanto la politica torna sulla vicenda. Il coordinamento comunale di Forza Italia ufficializza la propria firma sulla mozione di sfiducia presentata dagli altri partiti di minoranza. «Forza Italia – si legge in una nota del partito – firmerà la mozione di sfiducia insieme a tutte le alte forze di opposizione anche se la stessa formazione è lontana anni luce dai contenuti giustizialisti di alcune di esse, soprattutto del M5S. Altresì però il partito vuole rilanciare una propria proposta, chiedendo l’impegno di tutta la minoranza al fine di concentrare i propri sforzi e di mettere in campo le migliori risorse di ciascuno non solo per porre fine all’agonia politica dell’attuale amministrazione a guida Pd, ma anche per avviare realmente una nuova fase che porti alla rinascita di questa città».
Lucidi del M5S Il senatore Stefano Lucidi del Movimento Cinque Stelle ha invece scritto una lettera al prefetto di Terni. «Dalla giornata – spiega in una nota – di lunedì 8 maggio, quando ha avuto luogo la seduta di question time a Palazzo Spada, alla quale ho partecipato, notando alcuni aspetti. La presenza costante in sala di: 5 vigili urbani, due agenti in borghese, mentre altri agenti sembrerebbe abbiano fatto una rapida verifica di sicurezza ad inizio mattina. Situazione paradossale, considerando che durante la seduta i membri di maggioranza presenti hanno oscillato in numero tra 3 e 4, determinando la condizione, quasi da stato sudamericano, che le forze dell’ordine fossero addirittura in numero superiore a quelle di maggioranza. Venendo invece al merito del question time, l’ordine del giorno previsto per la seduta prevedeva alcune risposte da parte del sindaco Leopoldo di Girolamo ed altre da parte dell’assessore Stefano Bucari. Ebbene nessuna risposta è pervenuta da parte del vicesindaco Malafoglia in merito a queste istanze nonostante che le interrogazioni fossero state protocollate mesi addietro, inoltre, avendo il vicesindaco assunto su di sé le deleghe sia del sindaco che dell’assessore, il fatto determina un blocco dei lavori del consiglio comunale».
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