Gli agenti impegnati nell'Operazione Spada

di Massimo Colonna

‘Sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio’ per sei mesi: questa la decisione presa dal giudice per le indagini preliminari Federico Bona Galvagno a carico del dirigente comunale Renato Pierdonati e del funzionario Federico Nannurelli. La comunicazione è stata notificata nel primo pomeriggio di mercoledì e riguarda naturalmente l’Operazione Spada, sfociata negli ultimi giorni in nuovi e clamorosi provvedimenti giudiziari.

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La nota A notificare il documento ci hanno pensato gli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza e della questura di Terni. Scatta così «la misura interdittiva – come si legge nella nota diramata dalle Fiamme Gialle – della sospensione all’esercizio del pubblico ufficio ricoperto presso il Comune di Terni, per la durata di sei mesi» per le due figure dell’Ufficio Lavori pubblici e Gestione del Territorio. Cade invece la possibilità dell’interdittiva per gli altri due dipendenti interrogati venerdì scorso, che dunque non dovranno affrontare alcun tipo di restrizione.

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Le mosse della procura Per Pierdonati e Nannurelli era stata la stessa procura, tramite gli uffici del sostituto Raffaele Iannella, a chiedere la misura poi stabilita dal gip. La decisione dunque aggiorna la situazione giudiziaria che riguarda le figure di Palazzo Spada, con il sindaco Leopoldo Di Girolamo ancora agli arresti domiciliari, l’assessore Stefano Bucari con a carico l’interdittiva a svolgere attività assessorile, e ora il provvedimento per le due posizioni di Pierdonati e Nannurelli. Sia il sindaco che l’assessore Bucari in queste ore stanno formalizzando l’istanza al tribunale del Riesame di Perugia, che a questo punto potrebbe fissare la data di udienza verso la fine del mese di maggio.

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Cosa succede a Palazzo Spada La decisione del giudice Bona Galvagno a questo punto costringerà l’amministrazione comunale ad una mossa: con l’impossibilità ad esercitare le proprie funzioni dentro Palazzo Spada per i due dipendenti, ci sarà la necessità di assegnare momentaneamente le funzioni ad altri, in modo che la macchina lavorativa non abbia ripercussioni.

Si va al riesame Intanto l’avvocato Salvatore Francesco Donzelli, difensore di Pierdonati e Nannurelli, in una nota annuncia ricorso al Riesame. «Per quanto riguarda le posizioni del Geom. Nannurelli e dell’Ing. Pierdonati, la decisione di sospenderli dall’esercizio della propria professione per la durata di mesi sei, va rispettata ma a mio giudizio non può essere condivisa, sia per l’insussistenza del reato sia per la non configurabilità del pericolo di reiterazione dello stesso. Pertanto l’ordinanza verrà certamente  impugnata in sede di Riesame dove confidiamo in una diversa valutazione dei fatti e della responsabilità».

Il M5S attacca Sul fronte politico attacca il Movimento 5 Stelle. «Una amministrazione agonizzante – spiega la consigliere Angelica Trenta in un comunicato – non più in grado di garantire alcun tipo di governabilità sembra voler trascinare con sé nel baratro più profondo l’intera comunità. Siamo sconcertati di fronte a tale senso di irresponsabilità. Di certo non ce ne staremo immobili a far in modo che il triste e patetico epilogo del regimetto nostrano si ripercuota drammaticamente sui ternani. Nel frattempo apprendiamo con smarrimento della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per sei mesi del dirigente comunale Renato Pierdonati e del funzionario Federico Nannurelli. L’amministrazione continua a perdere pezzi…l’ultimo spenga la luce».

@tulhaidetto

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