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martedì 20 ottobre - Aggiornato alle 22:25

Operazione Ali Park, valigie ‘scomparse’ e pusher nel panico: «Qui non ci sono più»

Nell’aprile 2019 la polizia sequestra trolley contenenti droga in uno dei cinque appartamenti: la svolta nelle indagini

di Massimo Colonna

«E’ successo un incidente, è successo un incidente! A casa non ci sta niente, non ci stanno tutte e due». Panico al telefono tra i pusher arrestati nell’ambito dell’operazione Ali Park, messa a segno nelle scorse ore dagli agenti della polizia di Stato di Terni. E’ il 29 aprile 2019 quando gli agenti mettono a segno un sequestro di droga in uno dei cinque appartamenti a disposizione della banda, intercettando due valigie di droga. E al momento del rientro a casa, qualcuno si accorge che qualcosa non va e inizia allarmato a telefonare agli altri.

La svolta Gli inquirenti considerano questo punto uno degli snodi dell’indagine, visto che proprio grazie alle successive telefonate sono riusciti a risalire alla catena di contatti all’interno della banda. Come si legge nell’ordinanza del gip, gli spacciatori al telefono si chiedono allarmati cosa possa essere successo. «Questo è un lavoro di uno pratico, che sapeva dove stava la roba», si dicono al telefono due dei dieci arrestati. Poi iniziano varie ipotesi. «Qualcuno lo ha detto alla polizia, oppure qualcuno ha rubato la chiave dell’appartamento».

Le telecamere Addirittura la banda ipotizza di chiedere ad un negozio della zona di poter visionare le immagini della telecamere di sorveglianza, in modo da poter capire chi è entrato in casa. Ma uno di loro blocca tutto: «No, per quello devi prima denunciare. Solo la polizia può trovare le immagini». Anche grazie a questo episodio gli agenti della squadra mobile della questura di Terni sono riusciti a chiarire le dinamiche interne alla banda di spacciatori, fino ad arrivare ai dieci arresti effettuati nella mattinata di venerdì.

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