di En.Ber.
Sono passati dodici anni dalla morte di Duca Dorin Marian Vasile, l’operaio romeno rimasto schiacciato in un cantiere di Corciano il 22 luglio 2010, ma il processo contro il legale rappresentante di un’impresa che si occupa di movimento terra è ancora in corso. Ci troviamo in primo grado, vengono ascoltati in aula i testimoni dell’accusa.
Il medico legale e l’investigatore Stamani davanti al giudice Serena Ciliberto è stato sentito il medico legale Sergio Scalise Pantuso che eseguì – il passato remoto è d’obbligo – l’autopsia. Al suo arrivo il cadavere si trovava disteso nel cassone di un grosso camion. L’operaio 35enne morì per un’insufficienza cardiaca acuta. «È morto tra le 10.30 e le 11 – ha raccontato il consulente del pm Claudio Cicchella, il magistrato lavora in Procura generale ormai dal 2017 -. Il decesso è stato determinato da shock metatraumatico secondario a trauma toraco-addominale chiuso da schiacciamento». Tra i testimoni anche il luogotenente Giovanni Cutuli: lo storico comandante della stazione di Corciano è andato in pensione. Ciliberto è il quarto giudice ad aver ereditato il fascicolo: con lei il procedimento ha finalmente ricevuto un’accelerazione e il processo di primo grado dovrebbe concludersi nei prossimi mesi.
Il coimputato è morto Originariamente gli imputati erano due: insieme all’83enne di Marsciano c’era il legale rappresentante dell’impresa di costruzioni. La sua posizione è stata stralciata: nelle more del procedimento penale, infatti, è morto.
