di Enzo Beretta
Il pubblico ministero Gennaro Iannarone impegnato nelle indagini sulla morte di Andrea Serpericci, il 49enne di Todi travolto l’11 gennaio da uno smottamento di terreno che lo ha sepolto a Valfabbrica in uno scavo non più profondo di un metro e venti, ha disposto accertamenti tecnici nell’ambito dell’inchiesta che fino a questo momento ha portato all’iscrizione per omicidio colposo di due persone. Sono accusati di omicidio colposo il datore di lavoro e un collega operaio addetto al cantiere. «Si rende necessario procedere ad accertamenti irripetibili sul cantiere che comportano irreversibile mutamento dello stato dei luoghi», scrive il magistrato nell’atto di nomina del consulente Massimo Gialletti che domattina inizierà gli accertamenti nel luogo in cui Andrea è rimasto stritolato da una massa di terra e sassi.
Accertamenti In particolare il consulente dovrà esaminare lo «stato dei luoghi e dell’area di cantiere, con riferimento allo scavo all’interno del quale si è verificato l’infortunio mortale». Il consulente tecnico – si legge nell’incarico – rimuoverà la terra che ha investito il 49enne determinando «il piano di calpestio e, quindi, la profondità della buca all’interno della quale si trovava il lavoratore prima del crollo». E, una volta «esaminata la natura dei lavori, lo stato del terreno e l’organizzazione del cantiere, dica se l’attività lavorativa di Serpericci all’interno dello scavo si sia o meno svolta nel rispetto delle norme in materia di sicurezza». I due indagati sono difesi dagli avvocati Francesco Maria Falcineli, Diego Ruggeri, Francesco Cinque e Alessandro Bartoli Ciancaleoni. L’autopsia è stata svolta nei giorni scorsi dal medico legale Sergio Scalise Pantuso.
