di Fabio Toni
Franco Rinaldi resta in carcere: questa la decisione – ampiamente scontata – che il gip Simona Tordelli avrebbe assunto alla luce dell’interrogatorio di garanzia di mercoledì mattina in tribunale. Le risposte del 48enne originario di Amelia alle domande del giudice sono state poco più che formali: brevi cenni al suo lavoro di operaio, alla casa in cui vive. Nessuna parola nel merito dei tragici fatti di lunedì scorso. L’omicida si è mostrato composto, senza apparenti segni di pentimento per quanto compiuto.
TRAGEDIA A BORGO RIVO: LE IMMAGINI
L’autopsia Sempre mercoledì mattina il dottor Luigi Carlini, medico legale incaricato dalla procura, ha eseguito sulla salma di Giuseppina Corvi. Sull’esito dell’esame vige il massimo riserbo, anche se alcuni aspetti confermerebbero come quella messa in atto da Franco Rinaldi sia stata una violenza inaudita, brutale. Di quelle che non lasciano scampo. L’esito della perizia dovrà essere depositato entro i prossimi 60 giorni.
Brutalità omicida A partire dai primi istanti dell’aggressione: dopo aver aperto la porta al suo killer, Giuseppina avrebbe invocato aiuto ma senza poter neanche tentare una reazione: spinta in casa e colpita a freddo, più volte, con il martello che l’operaio 48enne aveva portato con sé. Fendenti violenti – oltre dieci – per romperle la testa. La povera donna avrebbe perso i sensi quasi subito, tramortita e in un lago di sangue. A quel punto il marito, con l’ormai famigerata tuta bianca addosso, l’avrebbe colpita altre quattro o cinque volte al torace con un coltello appuntito, di quelli per tagliare le bistecche, fino a perforarle un polmone. Fendenti ripetuti, portati con la stessa foga e violenza, per uccidere.
Le armi usate L’esame autoptico, a cui ha preso parte anche il consulente incaricato dalla difesa – il dottor Massimo Lancia – dovrà individuare il momento del decesso. Allo stesso modo le indagini dovranno fare luce sulle armi usate dall’omicida. Il martello, è ormai una certezza, Franco Rinaldi lo aveva già con sé quando è salito fino al pianerottolo dell’appartamento, al primo piano. Per la procura, lo stesso sarebbe accaduto anche con il coltello ma su questo aspetto i legali difensori, Emidio Gubbiotti e Riccardo Falocco, avrebbero più di una riserva.
Frasi inquietanti Un altro aspetto che potrebbe attirare l’attenzione degli inquirenti, pronti a dimostrare come tutto sia stato studiato e pianificato a tavolino, riporta al luogo di lavoro di Franco Rinaldi, l’Alcantara di Nera Montoro, dove era impegnato come operaio per conto della Sca. Negli ultimi giorni qualche collega lo avrebbe sentito farfugliare frasi sconnesse, legate a fatti personali e accompagnate da velati riferimenti a ciò che sarebbe poi accaduto. Parole che, se confermate, potrebbero disegnare un quadro decisamente inquietante.
Funerale Quello di giovedì sarà il giorno dell’addio a Giuseppina Corvi. Dopo l’autopsia, la salma è stata restituita ai familiari. Il corteo funebre partirà alle 13 e 30 dall’obitorio del Santa Maria, per dirigersi al suo paese natale, Lugnano in Teverina. Le esequie si terranno alle 15 nella collegiata di Santa Maria Assunta.
