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martedì 15 giugno - Aggiornato alle 10:00

Omicidio Samuele: copiato lo smartphone della trans ma quello della vittima non si può aprire

Eseguiti gli accertamenti tecnici: ora i magistrati dovranno decidere cosa fare per conoscere le ultime comunicazioni delle vittime

Omicidio Samuele De Paoli ©Fabrizio Troccoli

di Maurizio Troccoli

Non c’è possibilità di conoscere gli ultimi messaggi nello smartphone di Samuele. E’ quanto emerge della indagini. Venerdì mattina, dopo le 9.30, negli uffici della questura di Perugia, sono stati accesi i due smartphone, quello di Patricia, la trans accusata di omicidio preterintenzionale e quello di Samuele, la vittima, il cui cellulare è stato rinvenuto vicino al suo corpo, la mattina del ritrovamento.

Accertamenti tecnici In collegamento con gli investigatori, da remoto, c’erano anche i consulenti e i legali delle parti. Gli smartphone sono stati collegati ai software per copiare le memorie interne. Dal cellulare di Patricia, che presenta due schede sim, gli inquirenti hanno potuto ravvisare che la memoria non fosse particolarmente piena. Su 30 giga di spazio, pare risultassero occupati soltanto pochi giga di memoria. Elemento che non significa, nell’immediato nulla, se non si prende prima in esame il materiale all’interno. Quello invece di Samuele è protetto da una password che nessuno, al momento, sembra conoscere. Neppure i familiari di Samuele sono stati di aiuto nel provare a capire quale potesse essere la password. Ragione per cui non è stato possibile procedere alle attività di copia dei dati.

Indagini Gli inquirenti, attraverso l’approfondimento dei dati digitali, vogliono ricostruire le ore intorno all’accaduto. Quelle precedenti per entrambi ed eventualmente verificare anche se, tra Samuele e Patricia, vi fosse stata qualche forma di conoscenza o comunicazione, al di là di un incontro fortuito, in quella drammatica sera. Vogliono poi ricostruire le comunicazioni di Patricia, successivamente all’omicidio, che lei conferma essere stato determinato da una reazione difensiva all’aggressione da parte dell’ex calciatore di Bastia. Reazione che ha cercato di provare anche con i segni sul suo corpo che sono stati analizzati giovedì dai medici legali. Le ore successive di Patricia, che le memorie dello smartphone, qualora avessero i dati, potrebbero aiutare a ricostruire, vanno dall’incontro con l’autista che sarebbe andata a prenderla nei pressi del luogo dell’accaduto, fino alla notte del giorno successivo, quando cioè il telefono le è stato sequestrato, in questura, al momento dell’interrogatorio. Potrebbero emergere quindi coincidenze o smentite sulla ricostruzione, favorire quindi o smontare la tesi della difesa di Samuele

Telefono di Samuele Non è detta l’ultima parola sulla possibilità di copiare la memoria dello smartphone di Samuele. Ma la decisione spetta ai magistrati. Che dovranno tenere conto anche dell’elevato costo che questo comporterebbe. Si apprende infatti che per potere essere esplorato e copiato quel cellulare, senza possederne la password, bisognerà fare intervenire una società specializzata, con sede all’estero.

 

 

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