di Chiara Fabrizi
Il tribunale per i minori di Perugia ha convalidato il fermo del diciassettenne e non appena le sue condizioni lo consentiranno scatterà il trasferimento nell’istituto penale minorile di Firenze. Accolta dunque la misura cautelare più pesante richiesta dalla Procura per i minori a carico del manovale minorenne accusato dell’omicidio premeditato di Salvatore Postiglione, il collega capomastro di 56 anni ucciso con 13 coltellate all’alba del 7 novembre a Foligno.
Nel provvedimento, firmato direttamente dalla presidente del tribunale per i minori, Grazia Mazzini, viene rilevato il pericolo sia di fuga, concreto e attuale che di recidivanza «poiché il comportamento delittuoso posto in essere è sintomatico di un’elevata propensione e capacità a porre in essere gravi delitti», alla luce «dell’estrema gravità e allarmante violenza» del gesto compiuto, ovvero l’uccisione con 13 coltellate di Postiglione, ma anche «della predisposizione di appositi mezzi e dalla individuazione di specifiche modalità per aggredire» e uccidere la vittima.
L’adolescente non ha partecipato all’udienza di convalida di martedì mattina perché dalla tarda mattinata di sabato è ricoverato al San Giovanni Battista a seguito di atti di autolesionismo compiuti poche ore prima che gli uomini della squadra mobile di Perugia arrivassero a identificarlo come il presunto autore del delitto e quindi facessero scattare la perquisizione dell’abitazione di Foligno in cui viveva con la mamma e la sorellina, dove sono state raccolte prove robuste a suo carico, come le scarpe con le suole sporche di sangue.
In questo quadro, disponendo la misura cautelare più pesante a carico del giovanissimo, la presidente del tribunale Mazzini ha anche richiesto «una vigilanza strettissima e continua da parte dell’istituto penale minorile che avrà in custodia il ragazzo». Alla luce delle condizioni del ragazzo e della relazione medica arrivata dall’ospedale di Foligno, il difensore del minorenne, l’avvocato Alessio Taddei, aveva sollecitato la necessità di collocare in una comunità il ragazzo.
