Il pubblico ministero di Firenze ha respinto la proposta di patteggiamento avanzata da Piero Fabbri, 57 anni, accusato di aver causato la morte di Davide Piampiano, 24 anni, durante una battuta di caccia di frodo avvenuta due anni fa ad Assisi. La proposta è stata considerata bassa dal pm, perciò inadeguata per essere presa in considerazione.

Omicidio colposo aggravato L’accusa contro Fabbri resta quella di omicidio colposo aggravato, con l’imputazione di non aver adottato le misure di prudenza previste in ambito venatorio. Secondo il capo di imputazione, Fabbri avrebbe sparato nonostante fosse a conoscenza della presenza del giovane, che si trovava a caccia con lui. La famiglia della vittima ha criticato la riqualificazione del reato proposta dalla procura, che ha ridotto l’accusa da omicidio volontario con dolo eventuale a omicidio colposo. I legali stanno preparando nuove perizie per contestare la tesi accusatoria e chiedere un riesame dell’impostazione del caso.

Strade processuali L’udienza preliminare, che sarà fissata nelle prossime settimane, potrebbe stabilire un eventuale rinvio a giudizio. Nel frattempo, Fabbri, già uscito dal carcere e impegnato in piccoli lavori, lascia intendere di voler tentare nuovamente la via del patteggiamento. Davide Piampiano perse la vita a seguito di un colpo di fucile esploso da Fabbri, che avrebbe scambiato la vittima per un cinghiale. Le immagini di una GoPro, successivamente acquisite dagli inquirenti, hanno documentato l’episodio, evidenziando l’assenza di misure di sicurezza adeguate durante la battuta di caccia.

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