di Maurizio Troccoli
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Rudy Hermann Guede, sta per compiere 29 anni, il prossimo 26 dicembre e, a 8 anni precisi dal tragico omicidio di Perugia, è nelle condizioni di avviare il conto alla rovescia per la libertà.
La sua condizione attuale E’ in carcere dal 19 novembre del 2007, 17 giorni dopo il ritrovamento del cadavere di Meredith Kercher in via della Pergola, intercettato in Germania dopo la sua fuga da Perugia. Attualmente si trova nel penitenziario di Viterbo ma, durante il processo, è stato anche detenuto nella struttura di Capanne, a Perguia. L’avvocato Nicodemo Gentile, insieme a Walter Biscotti, hanno difeso il giovane ivoriano, allora poco più che ventenne, in sostanza ‘adottandolo’. Così dichiararono agli albori del processo, quando per lui si aprì un percorso tutto autonomo, diverso da quello degli altri due imputati, Amanda Konox e Raffaele Sollecito, che lo vide alla sbarra con il rito abbreviato. Per poi trovarsi, alla fine dei tre gradi di giudizio, condannato a 16 anni di reclusione, più un altro anno e 4 mesi, per essersi reso protagonista di una ricettazione di un computer portatile e di un cellulare, che gli furono trovati nello zaino, a Milano. Fu sorpreso infatti all’interno di un asilo, dove lui dichiarò di essersi soltanto riparato, mentre gli oggetti risultati rubati erano – a suo dire – stati comprati in un mercatino dell’usato. A chi allora sosteneva che la condanna di un anno e 4 mesi avrebbe avuto ripercussioni negative sui premi in carcere, gli avvocati, allora, risposero, che non avrebbero avuto nessuna conseguenza.
Quanto manca? Per capire meglio quanto effettivamente manca oggi, a Rudy, per la libertà, Nicodemo Gentile risponde: «Al momento Rudy è come se avesse scontato 10 anni di carcere pressapoco. Otto sono quelli effettivi, ma va tenuto conto che, per ogni anno solare, se il detenuto si attiene alle regole di buona condotta, gli vengono risparmiati fino a 90 giorni l’anno. Essendo stato condannato a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Meredith ed essendo entrato in carcere il 19 novembre del 2007, il fine pena sarebbe collocabile intorno alla fine di novembre del 2023. A questi vanno aggiunti 1 anno e 4 mesi, per la condanna di ricettazione e quindi il fine pena si sposterebbe all’inizio del 2025. Ma questi sono gli anni solari, per cui mancherebbero circa 7 anni e mezzo».
Tutte le possibilità E invece gli anni effettivi di carcere? «Per i restanti anni – aggiunge l’avvocato – in linea di massima, tenuto conto della sua buona condotta, gli saranno abbonati altri due anni. Quindi fra cinque anni potrebbe essere definitivamente libero e avere pagato il conto con la giustizia». Ma da qui a cinque anni Rudy può assaporare la libertà prima? «Si, certo. Rudy è, già attualmente, nelle condizioni di ricevere permessi premio, sono già mature le condizioni tecniche, diciamo le premesse, per ottenere massimo 45 giorni di ‘libertà’ in un anno. Sono previsti dai percorsi rieducativi per detenuti, in vista del reinserimento sociale». Quali sono dunque le prossime tappe? «Tenuto conto che il detenuto, scontati i due terzi della pena potrebbe ottenere la semi-libertà, noi puntiamo anche a quello che sarà il passo successivo, ovvero la libertà condizionale. Ma abbiamo degli obiettivi ancora più urgenti. Dopo essersi diplomato durante la sua detenzione, Rudy sta per laurearsi, a febbraio prossimo, alla facoltà di Lettere, per l’indirizzo di Storia internazionale. Ora siamo concentrati su questo importantissimo traguardo e lo facciamo certi del fatto che Rudy ha avuto il percorso del buon detenuto, secondo i pareri dei soggetti deputati a riguardo, come il direttore del penitenziario che può confermare come il nostro assistito non sia stato mai raggiunto da provvedimenti disciplinari. Oltre questo, Rudy, è attivo e collaborativo in carcere per attività culturali e soprattutto lavorative. E’ infatti molto impegnato, sistematicamente, nell’infermeria del carcere ed è molto preso da questa attività. Quindi prima la laurea, poi subito richieste di permessi premio e poi possibilità di semilibertà».
Cosa ne pensa Rudy Ma come ha vissuto e vive Rudy la conclusione dei processi? «Lui sostanzialmente dice: ‘Io ho fatto il mio percorso, le sentenze si conoscono e se ci sono contraddizioni è un problema che riguarda i giudici. Io sto pagando quello che mi è stato attribuito’». Cosa pensa invece l’avvocato Nicodemo sulle conclusioni a cui sono giunti i giudici? «In questa vicenda la verità storica e la verità processuale continuano a essere distanti. E lo dobbiamo accettare».
