Emanuele Lucentini (foto Stefano Preziotti)

Cinque carabinieri indagati per favoreggiamento personale. La procura della Repubblica di Spoleto ha aperto un secondo fascicolo d’inchiesta sull’omicidio dell’appuntato scelto Emanuele Lucentini ucciso il maggio scorso all’interno della caserma di Foligno da un colpo esploso dal collega Emanuele Armeni, arrestato a metà luglio con l’accusa di omicidio volontario. La notizia è riportata da Il Messaggero.

TUTTO SULL’OMICIDIO LUCENTINI

Cinque carabinieri indagati per favoreggiamento L’ipotesi avanzata dalla magistratura, titolari del fascicolo il procuratore capo Alessandro Cannevale e il sostituto Michela Petrini, è quella di favoreggiamento personale a carico dei cinque militari che hanno seguito la prima fase delle indagini, poi affidate alla polizia, e che con il loro atteggiamento avrebbero in sostanza tentato di coprire Armeni, che continua a parlare di colpo esploso accidentalmente. In un’intercettazione risalente al 9 giugno sono un carabinieri ammette: «Abbiamo fatto un casino della madonna». Ma non solo. «Siamo partiti col piede sbagliato noi, capito? Perché se noi partivamo subito con le cose come stavano… avevamo già finito… te lo dico io… invece noi dobbiamo fa i fenomeni».

«Abbiamo fatto un casino della madonna» Del resto nei giorni scorsi era emerso come ai magistrati di Spoleto fosse stato riferito un modello di arma per un altro, M12 S al posto di M12 S2, fino alla sera del 16 maggio. «Il caso – spiegano i magistrati – è stato trattato come un caso di omicidio colposo e per questo non sono state compiute attività proprie di un’indagine per omicidio doloso. Sarebbe stato possibile valutare perfino la praticabilità dell’arresto nel presupposto della quasi flagranza». Ma tutto ciò, scrivono il procuratore Cannevale e il sostituto Petrini, non è accaduto per un «errore» «davvero grossolano» e «incredibilmente ostinato» da parte di militari «che avrebbero dovuto avere una conoscenza approfondita del funzionamento delle armi». Da qui all’apertura del secondo fascicolo d’inchiesta e all’iscrizione al registro degli indagati di 5 carabinieri ai quali viene contestato il favoreggiamento personale è stato breve.

Nata nel 1986, ha iniziato il suo lavoro da giornalista nel 2008 a Tuttoggi, approdando l'anno seguente al Corriere dell'Umbria, con cui tuttora collabora. In Umbria24 dal 2012, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria, economia, attualità e politica. In passato ha collaborato anche con Panorama. Componente del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti dell'Umbria.