di Fra. Mar.
La difesa di Antonio Leandri, l’uomo che nello scorso dicembre ha ucciso e fatto a pezzi l’anziano padre, passa al contrattacco. E dopo il deposito della perizia d’ufficio in cui gli esperti affermano che Leandri era affetto da disturbi psichici, ma non tanto da precluderne la capacità di intendere nel momento dell’omicidio, la parola passa al professor Francesco Bruno e alla dottoressa Stafnia Borghetti, consulenti della difesa di cui riportiamo il comunicato in forma integrale:
Personalità anomala anche per periti giudice «Quali consulenti di parte del signor Leandri vogliamo chiarire che non è vero che il soggetto è stato ritenuto sano di mente, bensì affetto da “Disturbo di personalità non altrimenti specificato, costituito in prevalenza da tratti afferenti al Cluster B del DSM IV (soprattutto narcisistici e poi borderline e istrionici) ma anche da alcuni tratti afferenti ai disturbi schizoide/schizotipico. Nella valutazione medico legale dell’ imputato infatti, gli stessi periti dichiarano come certamente anomala la struttura di personalità del Leandri, guardando al gesto delittuoso come sicuramente favorito, almeno in certa misura, alla condizione psicopatologica e compiuto in un momento di discontrollo e turbamento.
La sindrome bipolare I comportamenti a chiara coloritura istrionica del Leandri hanno catturato l’attenzione dei periti al punto dal distoglierli dalla seria condizione depressiva in cui versava il soggetto, chiaramente affetto da sindrome bipolare, prima dell’evento delittuoso. Eventi quali la morte della madre, le sue condizioni di salute, il fallimento lavorativo, i procedimenti penali a carico del padre, hanno causato una caduta del tono dell’umore con serie ripercussioni sulle condizioni psichiche del soggetto la cui massima espressione patologica si è verificata durante il litigio con il padre, nel momento in cui questi riportava alla memoria del Leandri, dolorose situazioni infantili, il cui ricordo ha portato il soggetto fuori da ogni logico controllo.
La decisione solo dopo il confronto delle parti Il depezzamento del cadavere e l’alta valenza simbolica assegnata alla dispersione delle sue parti evidenziano chiaramente aspetti di grave patologicità. Leandri all’interno di un delirio psicotico, si voleva fare promotore di verità assolute e nuove religioni, investendosi della carica del predestinato, dell’ultimo degli aruspici. I periti, forse per un pregiudizio ideologico, hanno deciso erroneamente di far rientrare tutta la patologia presentata dal Leandri all’interno di un quadro isterico/istrionico, trascurandone i chiari aspetti psicotici e dandone una visione chiaramente limitata e semplificata. Solo durante il dibattimento, quando si sentirà anche la voce dei consulenti di parte della difesa, si potrà spiegare il delirio che si cela dietro l’omicidio e il depezzamento del padre di Leandri».
In aula il 28 ottobre E le conclusioni dei periti del gip verranno discusse il 28 ottobre prossimo in aula. Si profila un acceso scontro in aula. I difensori di Antonio Leandri infatti non hanno nessuna intenzione di appiattirsi sulle conclusioni dei periti d’ufficio che di hanno avvicinato notevolmente Leandri ad un normale giudizio. I legali puntano evidentemente, visto anche la diversa tesi sostenuta dai loro consulenti ad evitare il giudizio al loro assistito.

