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venerdì 7 maggio - Aggiornato alle 21:13

Omicidio di Samuele, la famiglia: «La trans sta mentendo, dov’è il bastone?»

Biscotti contesta sia la falsa dichiarazione del terzo uomo che i mancati soccorsi e sollecita misure cautelari per Patrizia

Omicidio Samuele De Paoli ©Fabrizio Troccoli

di Maurizio Troccoli e Chiara Fabrizi

«Menzogne per costruirsi un alibi falso». Così l’avvocato Valter Biscotti contesta la ricostruzione fornita dalla trans Patrizia, indagata per omicidio preterintenzionale, su quanto accaduto la notte tra il 27 e il 28 aprile, quando è stato ucciso Samuele De Paoli, il ventiduenne trovato nudo e morto in un fosso di zona Sant’Andrea delle Fratte (Perugia).

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La famiglia non crede alla trans Nel giorno in cui la salma di Samuele viene restituita ai familiari, per quelli che saranno funerali in forma privata, le strategie di accusa e difesa si delineano con maggiore chiarezza. I familiari di Samuele, infatti, non credono alla versione di Patrizia che agli inquirenti ha raccontato, è la sua ricostruzione, di un giovane cliente insoddisfatto della prestazione sessuale a pagamento e per questo diventato violento al punto da aggredirla, lasciandole dei segni evidenti sul corpo.

Il terzo uomo Due le menzogne contestate dall’avvocato Biscotti: la prima quella «del bastone» con cui, sempre secondo le parole di Patrizia, Samuele l’avrebbe ripetutamente colpita al costato; e poi la bugia sulla presenza di un altro insieme a Samuele quella sera a Sant’Andrea delle Fratte. La trans infatti avrebbe dichiarato alla polizia, il giorno dopo l’omicidio, che Samuele non era da solo, ma con lui c’era un’altra persona. Poi è stata lei stessa a ritrattare affermando di avere detto una cosa non vera, come conferma la difesa di Patrizia, rappresentata dall’avvocato Francesco Gatti, che però considera questo aspetto secondario.

«Dov’è il bastone?» Sul presunto bastone che il giovane avrebbe utilizzato per colpire al costato Patricia, l’avvocato Biscotti, che tutela la famiglia De Paoli, calca la mano sul fatto che non sarebbe stato repertato nessun bastone sul luogo del delitto. Un aspetto, questo, che per il legale non può essere considerato ininfluente: «Se fosse stato usato un bastone o una mazza sarebbe sul luogo del crimine, dove dall’accaduto fino al ritrovamento del corpo non ci sarebbe stato nessuno a potere inquinare le prove».

Vogliono misure cautelari Secondo i familiari della vittima, dunque, le menzogne insieme al mancato soccorso e all’assenza di una chiamata ai sanitari del 118 per far aiutare un ragazzo ‘lasciato vivo’, come ha sostenuto sempre la trans, dovrebbero fare riconsiderare all’autorità giudiziaria la posizione di Patrizia, indagata a piede libero. Su di lei sono attesi accertamenti medici richiesti dalla procura, mentre per venerdì prossimo sono calendarizzati gli accertamenti tecnici sui cellulari

La difesa della trans Sulle presunte menzogne dette da Patricia, secondo il difensore Gatti, quello che conta sono i segni sui corpi di entrambi, che spiegherebbero sia che «la trans è stata raggiunta da una furia violenta», sia che lei «si è difesa a mani nude», determinando però la tragica morte di Samuele. Quanto alle menzogne l’avvocato di Patrizia sottolinea come nella zona in cui è stato trovato il corpo senza vita di Samuele «ci siano diversi alberi e lì intorno diversi bastoni», ma non spranghe. Mentre la falsa dichiarazione sul secondo uomo è, a suo dire, da ritenersi «compatibile con lo stress» di chi è coinvolto in una vicenda simile.

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