Negli ultimi trent’anni le indagini scientifiche hanno assunto un ruolo sempre più centrale nelle inchieste e nei processi legati ai grandi fatti di cronaca nera. Poco più di trent’anni fa Todi fu al centro dell’attenzione mediatica per l’omicidio di Mara Calisti, avvenuto nel luglio del 1993. Il confronto tra le metodologie investigative di allora e quelle odierne sarà uno dei temi al centro della presentazione del libro L’Alfabeto del sangue di Alvaro Fiorucci, di Morlacchi editore, che ricostruisce i lati oscuri dell’assassinio della trentaseienne segretaria, un delitto ancora irrisolto. All’incontro interverranno l’ex colonnello dei carabinieri del Ris Giovanni Orienti, l’ex procuratore generale di Perugia Fausto Cardella e il penalista Francesco Falcinelli. A introdurre il dibattito sarà Anna Maria Romano del Presidio del Libro di Perugia. L’appuntamento è fissato per le 17 del 10 gennaio alla libreria Ubik di via Cortonese 131, promotrice della rassegna ‘Oltre il mistero’, dedicata ad autori umbri o a opere ambientate in Umbria.
La vicenda di Mara Calisti risale alla notte tra il 14 e il 15 luglio 1993, quando la donna fu trovata morta nella sua abitazione di Todi, in via Angelo Cortesi. Secondo quanto emerso dalle indagini nel corso degli anni, Mara fu colpita a morte con un oggetto mai ritrovato mentre si trovava nella sua camera da letto, poco prima delle 4 del mattino. Sanguinante, riuscì a raggiungere la stanza del padre – unico testimone del delitto – pronunciando le parole: «Guarda papà cosa mi hanno fatto», prima di perdere conoscenza e morire poco dopo. Il colpo al petto le aveva reciso l’aorta, provocandone il decesso. Pochi giorni prima la famiglia si era trasferita in campagna, ma Mara aveva scelto di restare nel vecchio appartamento. Lavorava come segretaria in uno studio legale e svolgeva anche un secondo impiego in un’impresa di pulizie. Nonostante le indagini il giallo della giovane tuderte resta ancora oggi uno dei tanti casi di cronaca nera irrisolti.
