di Fra. Mar.
Mentre mezza Perugia piange Luca Rosi gli inquirenti non mollano la presa. E lavorano alacremente. Ci sono troppe cose da fare, troppi pezzi del puzzle da mettere a posto. Per trovarli e assicurarli alla giustizia. Si deve accertare se la pistola che ha sparato a Luca Rosi è la calibro 9 rubata a Sergio Papa nella rapina a Pietramelina il 4 febbraio scorso. E lo si deve fare velocemente, quello sarebbe un elemento preziosissimo. Che unirebbe ancora più i due ultimi tremendi colpi messi a segno in due villette nelle campagne di Perugia da stranieri probabilmente albanesi.
Sapevano della pistola? La moglie di Sergio Papa, la cui madre è stata violentata da uno «basso con gli occhi verdi molto cattivo», alla trasmissione ‘Chi l’ha visto’ ha detto che i rapinatori sapevano dell’esistenza della pistola. Potrebbero averla vista mentre aspettavano che Papa e la compagna tornassero a casa. Ma potrebbero anche averlo saputo perché sono aiutati da un basista. Da qualcuno che subdolamente entra nella vita di questa gente, ne carpisce i segreti e poi la tradisce. Dandola in pasto alle belve che non guardano in faccia nessuno.
Nessuna attinenza dei fotogrammi Intanto, secondo quanto si apprende, i fotogrammi di un video di un tentato furto a Piccione di Perugia in cui si vedono due uomini, uno dei quali somiglierebbe ad Altin Hoxha, mostrati mercoledì sera da ‘Chi l’ha visto?’ non avrebbero nulla a che fare con l’omicidio di Luca Rosi: i responsabili di quel tentativo sono stati arrestati dai carabinieri di Siena un paio di settimane fa. E Altin Hoxha, conosciuto anche come ‘ occhi di ghiaccio’ già in carcere per alcune rapine messe a segno nel perugino nel 2011 ed evaso il 14 gennaio scorso, non avrebbe nulla a che fare con questi ultimi colpi. A dispetto di chi dice di averlo visto in giro per Perugia e dintorni. In carcere per un’altra rapina che somiglia a quest’ultima di Ramazzano c’è anche un altro albanese, arrestato dalla polizia, che, come giardiniere avrebbe carpito i segreti della famiglia Zandonai per poi terrorizzarli per una notte intera a Casa del Diavolo.
In attesa dei risultati scientifici Si aspettano i risultati della perizia balistica e quelli dell’analisi delle feci repertate fuori dalla villetta della tragedia di Ramazzano. Che in un modo o nell’altro devieranno il corso dell’indagine. L’Arma di Perugia mantiene un riserbo strettissimo. Nulla trapela in questo delicato momento del loro lavoro. Si sa però che una pista c’è. E che ci sono dei sospettati. Ma servono riscontri. Concentrazione e sangue freddo. Per dare ai familiari quella giustizia che tanto chiedono in nome del loro Luca.

