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lunedì 30 gennaio - Aggiornato alle 06:50

Omicidio a Borgo Bovio, Liguori: «Terni tranquilla e serena, difficile la convivenza tra popoli»

In carcere un 26enne nigeriano, indiziato di delitto per la morte del 40enne tunisino. Il caso non è risolto: si indaga ancora

di Maria Giulia Pensosi

«Terni, come tante altre città italiane, vive un momento di difficoltà a causa di fatti violenti di rilevanza penale. La difficile convivenza tra i popoli, in un periodo storico complicato stretto tra pandemia e crisi economiche anche derivanti dal conflitto russo-ucraino, unitamente all’abuso di sostanze alcoliche, hanno fatto da detonatore del fatto di sangue, occupando paginate di giornali, specie on line, con la conseguente necessità di rassicurare la città che la sicurezza dei cittadini e la difesa del principio di convivenza tra i popoli sarà sempre assicurata dallo Stato, tenuto a mediare tra i il diritto all’esercizio dell’azione penale e la salvaguardia per ogni cittadino del principio di innocenza, garantendo specie a chi si trova ristretto temporaneamente i diritti di difesa. Terni è una città tranquilla e serena (così si era già espresso il sindaco Latini). Eventi come quelli del 27 sera sono estranei alla cultura di un popolo civile come quello ternano e che anche in questa circostanza ha reagito collaborando con le forze dell’ordine per fare chiarezza sull’accaduto, dimostrando ampiamente di avere gli anticorpi per reagire nel rispetto dei diritti di tutti». Queste le dichiarazioni rese in una nota dal procuratore capo della Repubblica Alberto Liguori ai giornalisti di Terni a circa 48 ore dall’omicidio di Borgo Bovio.

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Omicidio a Terni Nella caserma del comando provinciale dei carabinieri martedì, all’ora di pranzo, in conferenza stampa, è stata ricostruita la dinamica dell’accaduto così come riportata da Umbria24 nelle scorse ore. Poi sono stati forniti i dettagli sulle indagini ed è arrivata la conferma del fermo a carico di un giovane nigeriano, come della misura cautelare in carcere come indiziato di delitto. «Non siamo a una svolta delle indagini – ha chiarito -, casomai a una loro prosecuzione. Queste ci consentiranno, tramite lo studio della telecamera di un esercizio commerciale e dell’Ast, di individuare quello che apparentemente è l’autore dell’inseguimento e conseguente uccisione del tunisino. Prima della mezzanotte di ieri sera – riferisce Liguori – i carabinieri hanno proceduto al fermo del nigeriano. Siamo in attesa della convalida del Gip. Ci sono elementi a favore di questo nigeriano ma dobbiamo capire di più sulle condotte, sul movente. È davvero esclusivamente la viabilità ad aver innescato tanta violenza? O c’è altro? dobbiamo fare chiarezza vedere come il fermo si comporterà in fase di difesa. Andremo in carcere a interrogarlo. Salvo che non si avvalga della facoltà di non rispondere, nel suo interesse dovrebbe chiarirci se le cose sono andate così o se c’è stato coinvolgimento di terzi o altro».

Ridha ucciso a mani nude Escluso sin dai primi istanti dopo il delitto, l’utilizzo di armi. Il procuratore piuttosto insiste sul consumo di alcol e droga: «Siamo a circa 200 segnalazioni di guida in stato di ebrezza e non è finito l’anno. La città deve interrogarsi. La statistica ci consegna un uso smodato di stupefacenti e alcool. È un problema da affrontare, soprattutto tra i giovani. In sede di laboratorio vedremo se domenica sera c’è stato uso solo di alcool o anche di altro. Siamo in una fase embrionale – chiarisce -, in 24 ore si è raggiunto un quadro indiziario. La ricostruzione secondo le evidenze documentali ci restituisce questo: domenica sera i due signori nigeriani intorno alle 22.07 erano all’interno di un esercizio commerciale, poi in sequenza vengono individuati da un’altra telecamera due soggetti che spingono una bici a piedi e ingigantendo le immagini i carabinieri riescono a riconoscere gli stessi; sono state raccolte tante dichiarazione in poche ore e le acquisizioni del video danno una coloritura. Questi due signori nigeriani si conoscevano, sono amici, erano in confidenza. Quella sera si sono dati appuntamento ad un bar hanno consumato sicuramente qualcosa poi sono andati verso via Romagna con queste bici al seguito. La cosa strana – sottolinea Liguori – è che uno dei due pare avanzare per questa via e attivare all’altezza della pompa di benzina da solo, ma a questo punto subentra l’automobilista italiano che in fase di sorpasso del nigeriano tocca la bici e lo fa cadere. E allora inizia la trattativa per il risarcimento. A un certo punto, sicuramente anche per l’alcool del ciclista che barcollava, il diverbio passa ai fatti: l’investitore picchia il nigeriano che rotola a terra. Così spuntano sulla scena  il primo spalleggiatore in favore del ciclista e non capiamo perché. È stato lì? È stato chiamato? Le urla? Non si sa ancora me è accorso sul posto ed era lo stesso che aveva fatto compagnia al bar al ciclista pochi minuti prima. A quel punto appare sulla scena la vittima, un tunisino, che parrebbe essere spalleggiatore dell’italiano investitore; dubbi che risolveremo insieme ai carabinieri questi. Comunque
a picchiarsi sono i due soggetti estranei all’incidente. Ridha Jamaooui, morto in strada e il soccorritore in favore del ciclista, alto 1.90 sotto i 30 anni che ha la meglio sul soccorritore dell’automobilista, massacrato di botte».

Ridha ammazzato di botte Tra le frizioni coi giornalisti, non a caso protagonisti di una recente protesta sotto la Procura, Liguori spezza ancora una lancia a favore dei cittadini ternani: «Col Pm si sono mostrati civili e collaborativi». Rispetto alle indagini in corso spiega: «Non abbiamo risolto il caso comunque abbiamo bloccato gli orologi. Vediamo come andremo avanti. Intanto il nigeriano è in stato di fermo in carcere. Gli abbiamo trovato degli indumenti che sono elementi per dire che lui è stato protagonista quella sera».

 

 

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