di Chiara Fabrizi
Il Tar dell’Umbria stoppa la requisizione dei terreni in zona industriale disposta dal sindaco di Norcia e finalizzata alla delocalizzazione delle imprese.
Tar dell’Umbria stoppa la requisizione dei terreni I giudici amministrativi (presidente Potenza, a latere Amovilli e Mattei) hanno infatti accolto la richiesta di sospensiva presentata dai tre comproprietari di circa due ettari di terreni, tra gli altri, al centro del decreto 17 del 2 dicembre firmato dal primo cittadino Nicola Alemanno con cui venivano individuate nell’appezzamento in questione (e in un altro di pari dimensione ma di differente proprietario) l’area in cui collocare i negozi prefabbricati. Nell’ordinanza del Tar dell’Umbria si legge: «Il provvedimento in risulta essere stato emanato in assenza dei relativi presupposti, non essendo stata ancora conclusa, per stessa ammissione dell’amministrazione resistente, l’attività di individuazione delle aree da requisire».
Decreto del sindaco congelato In effetti non è detto che per la delocalizzazione delle imprese sia necessaria l’intera estensione del terreno, complessivamente quattro ettari, due dei quali al centro del procedimento amministrativo. Da qui la concessione del collegio giudicante che, pur non entrando nel merito dell’impugnazione, ha accolto la richiesta di provvedimento cautelare presentata dai tre comproprietari, rappresentati dall’avvocato Patrizia Bececco. Nel merito del ricorso presentato dai privati si entrerà tra tre mesi, precisamente il 7 giugno quando anche i legali del Comune, gli avvocati Massimo Marcucci e Luisa Di Curzio, torneranno in aula per l’udienza già convocata. A stretto giro, comunque, Comune di Norcia e Protezione civile regionale chiuderanno il cerchio intorno alla delocalizzazione delle imprese, definendo il fabbisogno di strutture prefabbricate da destinare ad attività commerciali e studi professionali.
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