di M.T.
Negati i permessi premio a Rudy perchè non ha operato «una revisione critica», insomma non si è pentito. La notizia, riportata dal quotidiano La Nazione, arriva a pochi giorni dall’appuntamento con la trasmissione televisiva ‘Storie Maledette’, in onda giovedì su Rai 3, durante la quale Franca Leosini traccerà il profilo del giovane ivoriano, condannato a 16 anni per la morte di Meredith Kercher, per la prima volta in Tv da quando è stato rinchiuso nel carcere di Viterbo.
Il giudice La decisione del magistrato di sorveglianza, non è stata resa nota, anche se è passato qualche mese. I tempi per Rudy di uscire, anche per brevi momenti, dal carcere, sono maturi, probabilmente anche la sua condotta di detenuto non creerebbe ostacoli, ma quel termine ‘revisione critica’ è un ulteriore ostacolo che gli avvocati, Nicodemo Gentile e Walter Biscotti, vogliono provare a superare, presentando reclamo al tribunale di Roma che – scrive La Nazione – avrebbe rinviato per due volte la decisione. Da quanto trapela, Rudy in Tv, avrebbe ribadito che Amanda e Raffaele devono raccontare la verità confermando la propria versione sul delitto per il quale è stato condannato con rito abbreviato. Amanda e Raffaele – va ricordato – sono stati definitivamente assolti lo scorso mese di marzo. Rudy, risulta l’unico colpevole in carcere per la tragica morte della giovane studentessa inglese,avvenuta in via della Pergola nel novembre del 2007.
La ricostruzione Rudy fu fermato in Germania nel dicembre del 2007, poco dopo che Patrick Lumumba (accusato da Amanda di essere l’assassino) fu scarcerato per l’alibi di ferro dimostrato alla procura. La sua versione dei fatti, ovvero che Meredith sarebbe stata ammazzata mentre lui ascoltava la musica in bagno e che avrebbe visto due persone scappare mentre poi non sarebbe riuscito a salvarle la vita e quindi sarebbe comunque scappato da quella casa, per andare poi in discoteca quella stessa sera, non ha convinto i giudici che l’hanno condannato per concorso in omicidio con altri di cui, i processi penali non hanno svelato l’identità.
