di C.F.
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A rappresentare un problema per circa 2.700 chilometri di rete stradale di competenza della Provincia di Perugia non è tanto l’approvvigionamento di sale, bensì lo spargimento. Già, perché in estate l’ente oggi guidato da Nando Mismetti ha acquistato mille tonnellate di sale di cava (100 mila euro) che attualmente assicurano una fornitura per altri dieci giorni di inverno pesante.
Sale per dieci giorni di inverno rigido Naturalmente, va detto, se ghiaccio e neve dovessero protrarsi per un lasso di tempo superiore, come peraltro capitato nel 2012, anche le disponibilità di sale si esaurirebbero rapidamente, causando più di una criticità al sistema viario del territorio provinciale che, nel caso, potrebbe far registrare la chiusura di strade, salvo interventi in emergenza che soltanto la Regione potrebbe disporre, considerando che di risorse la Provincia non ne ha neanche, ad esempio, per affittare due mezzi spargisale.
Problema spargimento, mezzi vetusti E infatti il problema che il settore viabilità dell’ente di piazza Italia sta cercando di fronteggiare in questi giorni è soprattutto legato ai mezzi. Trenta complessivamente quelli a disposizione, 29 dei quali vetusti e quindi costretti alla spola quotidiana con le officine di riparazione, soltanto lunedì, per intendersi, un paio di mezzi sarebbero andati in panne durante lo spargimento. In questo senso a poco è valso il recente ricorso al fondo di riserva del bilancio per circa 300 mila euro, soldi prelevati per sostenere i costi di revisione di mezzi con alle spalle tra 10 e 20 anni di servizio (20 anni anche la vita media), ma anche l’acquisto di beni di consumo, come ad esempio gli oli, di cui sarebbero ingordi i vecchi spargisale, e contratti con privati pronti a intervenire per alcune giornate a supporto della Provincia.
Mille km di strade coperte da un velo di ghiaccio Attualmente le operazioni di spargimento del sale procedono a fatica, ma il quadro della viabilità nel territorio che si estende dal Lago Trasimeno fino a Spoleto, abbracciando Todi e Norcia, non fa segnalare situazione di particolare criticità. Circa mille chilometri, dei 2.700 di competenza, sono coperti da un velo di ghiaccio che il sale di cava, va detto, riesce a contrastare fino a una temperatura di meno 5 gradi, ma negli ultimi giorni in molte zone la colonnina di mercurio è andata ben oltre.
Se maltempo persiste, la palla passa alla Regione Ergo, si raccomanda prudenza, mentre si continua a sperare di non assistere a un’ondata di freddo prolungato, anche perché la programmazione senza risorse ha limiti ben precisi, che nel caso equivalgono a 10 giorni di inverno rigido. Ma se gelo e neve dovessero persistere e l’emergenza facesse capolino sulle strade dell’Umbria, in campo sarebbe costretta a scendere la Regione, attingendo al proprio bilancio «considerando che – evidenziano dalla Provincia – che per i 670 km di strade regionale di cui ci occupiamo noi, da palazzo Donini non è arrivato neanche un euro».
