Sul posto sono intervenuti i carabinieri (foto F. Troccoli)

di Chia. Fa.

Non ce l’ha fatta l’operaio albanese di 25 anni che venerdì mattina è caduto dal tetto di un’azienda alla periferia di Narni. A nulla è valsa la folle corsa in ospedale e il tentativo dei sanitari di rianimarlo, il giovane è morto in ospedale pochi minuti dopo il ricovero. Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri e l’ufficio prevenzione e sicurezza dell’Asl, a coordinare le indagini è il pubblico ministero di Terni, la dottoressa Elisabetta Massini.

Installava pannelli fotovoltaici Stava installando pannelli fotovoltaici sul tetto di un capannone della frazione di Ponte Aia, alle porte di Narni, quando il giovane, per cause ancora tutte da verificare, è volato a terra. Una caduta di oltre sette metri che gli è stata fatale. Dipendente di una ditta esterna che da qualche giorno stava eseguendo l’intervento nell’azienda di Narni, l’uomo non è però morto sul colpo. I sanitari del 118 intervenuti immediatamente sul posto lo hanno rapidamente trasportato al nosocomio, ma il tentativo di rianimare il ragazzo è stato vano. Pochi minuti dopo il ricovero i medici non hanno potuto far altro che constatare il decesso del giovane.

Marini: rabbia e sconforto «Suscita in me rabbia e sconforto – ha detto la presidente della Regione Catiuscia Marini – la morte del giovane operaio albanese a causa di un ennesimo incidente sul lavoro. In questo momento  voglio esprimere tutto il mio personale cordoglio, e quello della giunta regionale, alla famiglia di questa giovane vittima sul lavoro». La presidente – riferisce una nota della Regione – ha osservato che «non saranno mai sufficienti, purtroppo, a scongiurare il continuo ripetersi di simili tragedie, tutte le attività di vigilanza, controllo e prevenzione che la Regione, le Aziende sanitarie, gli Ispettorati del lavoro e tutte le altre Autorità preposte mettono in atto con serietà e rigore, se non vi sarà anche la positiva collaborazione dei datori di lavoro». «E’ dunque alle Associazioni datoriali che rivolgo il mio accorato appello, affinché – conclude la presidente – vigilino con sempre maggiore rigore per il rispetto delle misure di sicurezza, mettendo in atto tutte le norme di prevenzione, nel rispetto delle leggi, al fine di offrire ai lavoratori le massime condizioni di sicurezza in ogni luogo di lavoro».

Cinque vittime in un mese In poco più di un mese le vittime sono già cinque. Lo scorso 9 novembre, un operaio romeno di 27 anni è morto a Papiano, nella zona di Marsciano, in seguito al ribaltamento di un muletto con il quale stava lavorando in un’azienda agricola. Il 26 ottobre un operaio di una ditta esterna è morto all’interno di una discarica dell’Ast di Terni durante le operazioni per scaricare fanghi da un camion. L’11 ottobre un dipendente di una vetreria di Perugia, di 65 anni, è morto precipitando dal primo piano di un palazzo in costruzione a San Mariano di Corciano. Il 9 ottobre un muratore di 58 anni è morto oggi dopo essere stato travolto da un piccolo escavatore con il quale stava lavorando in località Colle di Massa Martana.

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