di F.T.
Una tragedia consumatasi nel giro di 24 ore. È quella che ha portato alla morte di una neonata dopo un parto cesareo d’urgenza eseguito all’ospedale di Narni. Il fatto è avvenuto a cavallo fra il 25 e il 26 novembre e ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di sei persone fra medici e anestesisti.
Dramma Il parto cesareo era stato deciso lo scorso lo scorso 25 novembre, in seguito all’improvviso distacco della placenta dopo una gravidanza – a quanto pare – senza particolari problemi. In seguito alla rottura, la piccola avrebbe accusato una grave ischemia utero-placentare dovuta alla mancanza di ossigeno. Dopo il parto, è stata trasportata d’urgenza al Santa Maria della Misericordia ma è riuscita a vivere solo poche ore. Il quadro era ormai troppo grave e compromesso. L’intervento messo in atto dai medici del nosocomio narnese avrebbe di fatto salvato la vita della madre, messa a rischio da una grave emorragia.
L’indagine In seguito all’accaduto, il sostituto procuratore Manuela Comodi, titolare dell’indagine, ha iscritto sei persone nel registro degli indagati. Si tratta di medici e anestesisti dell’ospedale di Narni. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. Obiettivo degli inquirenti è stabilire con esattezza le cause della morte e individuare eventuali responsabilità nell’accaduto. Ora i periti hanno sessanta giorni di tempo per depositare le risultanze dell’autopsia, svolta lo scorso 29 novembre e seguita dall’esame della placenta.
L’azienda sanitaria «Contestualmente agli atti della procura, dovuti in casi di questo tipo, abbiamo attivato un’indagine interna – afferma il direttore generale dell’Usl Umbria2, Sandro Fratini -. Sono stato avvertito in tempo reale della situazione e posso dire che, per quelle che sono le informazioni in mio possesso, l’intervento è stato rapidissimo e le procedure sono state rispettate. Il distacco della placenta, un evento particolarmente drammatico e che comporta gravi conseguenze, è stato affrontato con un intervento immediato. Il ginecologo ha eseguito il parto cesareo nel giro di due minuti e alla presenza di un rianimatore di un pediatra».
La struttura La bimba è deceduta dopo il trasferimento nel centro di rianimazione neonatale di Perugia. A Narni, così come in altri ospedali della regione, manca una struttura di emergenza-urgenza: «L’evento – afferma Sandro Fratini – è di una drammaticità tale che esula dalla tipologia dell’ospedale in cui il parto è avvenuto. Non credo si potesse fare di più. Quello che è certo è che la situazione è stata affrontata tempestivamente e nel rispetto di tutte le procedure». Ma l’accaduto può compromettere la posizione del nosocomio narnese nella futura geografia dei punti nascita regionali? «Il parametro del ministero fa riferimento al numero delle nascite e si lega a una logica di accentramento valida a livello nazionale. Quanto accaduto, però, non c’entra con valutazioni di questo tipo. L’evento, pur drammatico, esula da questo discorso».
