di Chiara Fabrizi

È morto Felice Bartoli, per tutti Felicino, un’istituzione per Spoleto e l’Umbria. Sì, perché il 78enne, deceduto mercoledì mattina a Patrico (Spoleto), dopo essere finito con il trattore in una scarpata, è stato di fatto l’inventore degli agriturismi in Umbria. Suo il primo aperto nella regione oltre 30 anni fa, quando a Palazzo Donini, quell’energico uomo di montagna, ha dovuto lottare con le unghie e con i denti, facendo decine di viaggi su e giù tra Patrico e Perugia, per far capire agli amministratori che quanto stava accadendo in Trentino, apripista per quella forma di accoglienza turistica, doveva essere replicato anche in Umbria.

Muore Felicino Bartoli, inventore degli agriturismi in Umbria La sua missione per aprire l’agriturismo Bartoli l’ha portata a termine nel 1988, quando ha potuto accogliere i primi visitatori e da allora e fino alla tragedia di oggi Bartoli non si è mai fermato. Tra le migliaia di storie che hanno avuto da scenografia la spettacolare zona di Patrico e del vicino Monte Fionchi, si è nell’Umbria profonda, a quote che vanno dai mille ai 1.500 metri, ce n’è una che avrebbe il sapore della leggenda se non fosse per quella fotografia datata 3 agosto 1992 che conferma l’episodio. Sì, perché alla corte di Felicino sono arrivati perfino Richard Gere e Cindy Crawford, a bordo di una Fiat Uno bianca.

Da lui anche Richard Gere e Cindy Crawford Loro volevano cavalcare e a mandarli lassù, a circa 13 km di curve e salite da Spoleto, come ricordano in molti, era stato Bruno Rubeo, architetto e scenografo romano. Felicino aveva l’agriturismo pieno, non aveva il tempo di portare a cavallo “i due attori americani” e Rubeo ha dovuto anche insistere per farli accogliere a Patrico, raccomandando massima riservatezza, che i boschi garantiscono per loro natura. Alla fine Felicino si è fatto convincere e con Richard Gere e Cindy Crawford ha cavalcato due ore raggiungendo Sensati, borgo abbandonato già allora, dove i due attori hanno voluto smontare da cavallo per visitare quei ruderi e poi confidare a Felicino che li avrebbero pure voluti comprare, allarmandolo anche un poco. Ma naturalmente non è andata così. In quei boschi in cui ha sempre vissuto Felicino, mercoledì mattina, è anche morto in un tragico incidente sul lavoro. Ha perso il controllo del suo trattore, hanno confermato i carabinieri, ed è finito giù col mezzo agricolo nella scarpata, perdendo la vita sul colpo. Inutile la corsa a Patrico dei pompieri e dei sanitari, per il 78enne non c’era già più niente da fare.

Cordoglio «È con profondo dolore che ho accolto stamattina la notizia della morte di Felice Bartoli, persona a cui mi legava un rapporto ventennale fatto di amicizia e di affetto, di lealtà e sincero e genuino rispetto» è stata la reazione del sindaco Andrea Sisti che «come agronomo – ha raccontato – ho lavorato al suo fianco negli ultimi 25 anni, conoscendone l’umanità, la schiettezza, l’amore per la sua famiglia e per la sua terra. Felicino, come tutti lo abbiamo sempre chiamato, era un uomo capace di recuperare dagli anfratti della memoria storie solo apparentemente appartenute a tempi lontani, dense di significato, illuminanti per la forza valoriale che erano in grado di trasmettere ogni volta che le si ascoltava. È stato un innovatore, un lavoratore lungimirante, custode di una cultura e di un sapere mai saccente perché sempre disponibile e aperto ad accogliere il prossimo, a farlo entrare nella sua dimensione di vita così forte e vera». A dire che «non è semplice esprimere il dolore per questa improvvisa e tragica scomparsa» è il presidente del consiglio comunale, Marco Trippetti: «Tornano alla mente i tanti momenti vissuti con lui a Patrico, le chiacchierate, i racconti durante i quali si veniva totalmente rapiti dalla sua capacità di descrivere, con semplicità e saggezza, situazioni, luoghi, persone e accadimenti che diventavano immediatamente patrimonio comune di quanti avevano la fortuna di ascoltarlo. Felicino è stato il custode di un luogo incontaminato e romantico, alla cui stupefacente bellezza si univa la meraviglia della sua persona, del suo animo buono e sincero. Ricordarlo oggi è motivo di grande dolore».

@chilodice

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