La Corte d’Appello di Perugia ha confermato il maxi risarcimento di 800 mila euro per i familiari del 52enne stroncato da un infarto nel 2017 all’indomani delle dimissioni dal Santa Maria di Terni. Confermata, dunque, la sentenza di primo grado del tribunale di Terni, che era già stata onorata dall’azienda ospedaliera. La notizia è riportata da alcuni quotidiani.

In base a quanto ricostruito, il 52enne, che ha lasciato una figlia in tenera età, lamentava dolori al petto e all’addome e per questo, inizialmente, è andato in ambulatorio dal suo medico di base. Il professionista nei giorni a seguire, a fronte dei dolori persistenti, ha consigliato al suo assistito di recarsi in Pronto soccorso. Qui l’uomo è stato preso in cura e sottoposto agli esami del caso, all’esito dei quali è stato ricoverato in Cardiologia, ma dopo due giorni di degenza è stato rimandato a casa. Il giorno successivo alle dimissioni il 52enne ternano è stato stroncato da un infarto davanti al portone di casa. Sul fronte penale il procedimento non ha avuto sviluppi, perché in base agli accertamenti compiuti dalla Procura di Terni erano state rispettate le linee guida. In sede civile, invece, le consulenze disposte dal tribunale di Terni hanno permesso di accertare una serie di anomalie nella gestione in nosocomio del paziente. Da qui la condanna dell’azienda ospedaliera Santa Maria a risarcire per 800 mila euro i familiari del 52enne.

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