di Chiara Fabrizi
Addio al vescovo emerito Riccardo Fontana, dal 1996 al 2009 alla guida della diocesi di Spoleto-Norcia. Dopo mesi di ricoveri e notizie che rimbalzavano da Arezzo all’Umbria, nella prima mattinata di lunedì 9 febbraio Riccardo Fontana è morto all’ospedale San Donato della cittadina toscana. I funerali sono stati fissati per giovedì 12 febbraio alle 15.30 nella Cattedrale di Arezzo, mentre domenica 15 febbraio alle 18 nella Cattedrale di Spoleto l’arcivescovo Renato Boccardo presiederà una Santa messa di suffragio. Le comunità di fedeli di Spoleto, Norcia e di tutti i comuni limitrofi, hanno sempre mantenuto un legame profondo con monsignor Fontana, che il presule ha sempre ricambiato: il 12 novembre del 2016 nella Valnerina terremotata, a nemmeno due settimane dal terremoto più forte della sequenza sismica, il presule si recò in visita a Norcia e in altri comuni colpiti per portare conforto a chi era stato costretto in fretta e furia a lasciare la propria abitazione e per toccare con mano la distruzione provocata dal terremoto.
Nato a Forte dei Marmi nel 1947, il presule è stato nominato vescovo della diocesi di Spoleto-Norcia nel 1996 da papa Giovanni Paolo II. Qui è rimasto fino al 2009 quando è stato trasferito alla diocesi di Arezzo, Cortona e Sansepolcro, prendendo il posto che era dell’allora vescovo Gualtiero Basetti. Fontana ha guidato la diocesi della bassa Toscana per altri 13 anni, ossia fino al 2022, anno in cui ha rinunciato al vescovato per raggiunto limite d’età, restando amministratore apostolico della diocesi fino al 27 ottobre.
«La chiesa di Spoleto-Norcia ne ricorda con ammirazione e gratitudine la passione apostolica e la dedizione pastorale al servizio del popolo di Dio a lui affidato. Lo accompagna in preghiera all’incontro con il Padre misericordioso dal quale implora la ricompensa promessa ai servi fedeli», è il cordoglio di monsignor Boccardo.
Per la presidente di Regione Stefania Proietti l’Umbria oggi perde «una figura di grande spessore umano e spirituale, che ha accompagnato con passione e coraggio una stagione intensa della vita della Chiesa umbra, lasciando un segno profondo nelle comunità che ha servito». Di Fontana Proietti ricorda la capacità di «unire rigore pastorale e attenzione concreta alle persone, visione e prossimità, attraversando anni complessi segnati dal sisma del 1997 e dalla successiva ricostruzione, che visse come impegno spirituale, sociale e civile, oltre che materiale. È stato un vescovo – ha detto ancora la presidente – capace di parlare ai territori e di assumersi responsabilità anche nei momenti più difficili», con «uno stile diretto e franco, che ha caretterizzato il suo episcopato. Un pastore che ha vissuto il suo servizio come dono totale, senza riserve, mettendo sempre al centro il bene delle comunità affidate».
«È stato di grande profondità il legame che la comunità di Spoleto ha stretto con lui durante gli anni del suo episcopato alla guida dell’arcidiocesi», ha detto il sindaco Andrea Sisti, secondo cui «il legame si è mantenuto nel tempo, mosso da un sincero senso di gratitudine: non dimenticheremo il suo amore per la città, non dimenticheremo il suo esempio. Continueremo a ricordarlo con affetto ed immutata stima».
Da Vallo di Nera la sindaca Agnese Benedetti sui social scrive: «La mente è affollata di ricordi, dal suo arrivo alle tante volte che è stato vero pastore per noi. Risuona in me la sua esclamazione più ripetuta, portatrice di speranza: “È una meraviglia!”. Grazie monsignore, riposi nella pace eterna».
