di Fabio Toni
«Trentamila multe in cinque mesi, di cui l’80% a cittadini che transitavano al di sotto dei 60 chilometri orari, sono frutto della volontà di fare cassa. La prevenzione, in questo caso, non c’entra». L’Aci Terni, attraverso il presidente Mario Andrea Bartolini e il direttore Raffaelle Ferriello, dice la sua sugli autovelox installati dal comune in viale dello Stadio e via Alfonsine.
Toni duri «La maggior parte delle multe sono state fatte a coloro che andavano più piano. Si tratta di una situazione intollerabile che ci ha trasformati nella barzelletta d’Italia». Toni duri quelli del presidente Bartolini. A cui fanno seguito analisi e proposte concrete.
La prima riguarda una verifica tecnica sulla legittimità formale del posizionamento dei due autovelox. «Il comune – spiega il direttore Raffaele Ferriello – ha classificato le due arterie come strade urbane di scorrimento. Secondo il codice della strada, su tali arterie il limite di velocità potrebbe essere innalzato fino a 70 chilometri orari. Il comune, però, non intende modificare il limite dei 50 perché i flussi, stando a quanto dichiarato dai tecnici comunali, sono quelli tipici delle strade di quartiere, dove la norma impedisce di posizionare autovelox fissi. Posto che il comune non ha ancora fornito alcuna documentazione formale a sostegno della propria interpretazione, ci sembra comunque evidente la contraddizione».
Verifica Anche per questo l’Aci chiede una verifica tecnica dettagliata sulla classificazione delle strade e non solo. Nel mirino c’è anche la distanza minima, 80 metri per il codice della strada, che il comune di Terni non avrebbe rispettato nell’installare i cartelli di segnalazione degli autovelox. Infine l’assenza di una valutazione preventiva sull’incidentalità dei tratti stradali in questione, relativa ai 5 anni precedenti il provvedimento. «Secondo la normativa – spiega Ferriello – l’impiego di tecnologie di controllo del traffico è giustificato solo dalla gravità del fenomeno infortunistico registrato». Nell’incontro dello scorso 22 maggio con il nuovo prefetto di Terni, Vittorio Saladino, i rappresentanti dell’Aci hanno esposto il punto di vista dell’associazione. «Era nostro preciso dovere farlo, per tutelare gli automobilisti sempre più vessati».
Il 50% degli introiti? Bartolini e Ferriello insistono poi su un altro punto. «Sempre in base alle norme, il comune è tenuto a investire in sicurezza stradale almeno il 50% degli introiti delle multe. Ciò al momento non avviene. Ma il governo della città deve essere il primo a rispettare le regole, visto che poi le impone e ne chiede l’osservanza a tutti».
La proposta politica è quella di un incontro con il sindaco e gli assessori competenti per discutere del problema. «30 mila multe in una città di 110 mila abitanti sono uno sproposito – conclude Mario Andrea Bartolini – I soldi per far quadrare i conti possono essere trovati in altri modi. Chiediamo una trattativa per affrontare seriamente il problema e discuterne. Non può esserci indifferenza sulla questione».
Sciopero benzina L’automobile club d’Italia ha indetto il primo sciopero della benzina per il prossimo 6 giugno. L’iniziativa nasce per lanciare un forte segnale di protesta contro i continui aumenti fiscali che gravano sui carburanti e più in generale sull’auto. «Mercoledì 6 giugno invitiamo tutti gli automobilisti a non fare rifornimento – spiegano i rappresentanti dell’Aci di Terni – Dobbiamo dire basta agli aumenti dei prezzi alla pompa, saliti di oltre il 20% in un anno. Il problema sta nelle troppe accise che continuano a rappresentare la forma di tassazione preferita dallo Stato perché immediata, ineludibile e senza costi gestionali per l’erario».
Settore in ginocchio Secondo l’Aci, le scelte del governo rischiano di mettere in ginocchio un settore strategico per il paese. «I dati 2012 indicano uno spaventoso calo delle immatricolazioni. Quello che più ci preoccupa è la disaffezione all’uso dell’automobile. Rischia di risentirne la stessa produzione e l’economia nel suo complesso». L’Aci sottolinea l’insostenibilità dell’attuale pressione fiscale sui veicoli che ha scatenato una raffica di aumenti: «Nel 2012 una famiglia spenderà per l’auto 1.680 euro in carburante, ai quali vanno aggiunti 715 euro per l’assicurazione, 270 per la manutenzione, 220 di parcheggi e garage, 190 per pedaggi, 120 per le multe e un insieme di altri costi per un totale complessivo di oltre 3.500 euro». La stima relativa al 2011 era di 3.278 euro complessivi.

