L'interno della moschea di Ponte Felcino (Foto F.Troccoli)

di D.B.

Driss Safika e Mohamed El Jari, i due marocchini condannati per terrorismo internazionale nell’ottobre del 2009 dalla corte d’Appello di Perugia insieme all’allora imam di Ponte Felcino, Mohamed El Korchi, sono stati espulsi ieri sera dall’Italia con un volo che da Fiumicino li ha portati a Casablanca. La decisione, come scrive il Viminale in una nota, è stata presa per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato. I due custodi della moschea di Ponte Felcino, condannati rispettivamente a tre anni e sei mesi e a quattro anni, sono stati scarcerati ieri dai penitenziari di Macomer (Nuoro) e Rossano (Cosenza).

L’inchiesta Insieme ad altre persone, tra le quali l’ex imam El Korchi, condannato a sei anni e ancora detenuto, avevano costituito un centro di addestramento e di supporto logistico di militanti jihadisti, con il compito di insegnare loro tecniche di combattimento, con l’utilizzo di armi ed esplosivi. Gli arresti del 2007 furono il risultato di due anni di indagini in cui la Digos perugina raccolse materiale scaricato da siti internet riferibili all’estremismo islamico, ma anche bottigliette di sostanze sequestrate a Korchi, come il potassio nitrato e l’ammonio nitrato che, secondo gli inquirenti, potevano essere usati per preparare ordigni.

La base Per gli investigatori, la moschea di Ponte Felcino era diventata la base dell’associazione «Lega degli immigrati arabi e musulmani». Nella sua requisitoria, il pm ha rimarcò come il processo avesse accertato «la frequentazione della moschea in orari estranei alle cerimonie di culto, nonché lo svolgimento di una attività caratterizzata non solo alla adesione jihadista “radicale”, ma anche da una laboriosa e approfondita opera di istruzione e addestramento all’uso delle armi e delle tecniche di combattimento proprie di azioni terroristiche».

Il Viminale: conferma di sforzi efficaci L’immediato rimpatrio dei due terroristi marocchini subito dopo la loro scarcerazione, conferma, secondo il ministero dell’Interno, «l’efficacia degli sforzi profusi congiuntamente dalla Direzione centrale dell’immigrazione e della Polizia delle Frontiere e dalle autorità diplomatiche marocchine in Italia che sono quotidianamente impegnate nel contrastare, insieme, ogni forma di illegalità connessa all’immigrazione clandestina».

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2 replies on “Moschea di Ponte Felcino, rimpatriati in Marocco i due custodi condannati per terrorismo”

  1. Penso che siano tutte cosi’ .
    Mi piacerebbe , invece, sapere quali accordi, Renzi, abbia fatto con il Qatar perche’, come sapete , esso e’ molto ben ramificato qui in Italia con apporto di grandi masse di denaro per una diffusa costruzione proprio di moschee .

    Ora, correggetemi se sbaglio ma, il Qatar ( piu’ dell’Arabia) mi risulta Wahabita, il che significa Isis allo stato puro.
    Per quanto sopra, e’ ovvio che qui non ci sono attentati.

    Ma, le mosche, andrebbero chiuse tutte.
    Si faccia valere la nostra laicita’ e, soprattutto, che ideologie ( stento a definirla una religione) che negano diritti, parita’, uguaglianza e che fomentono omofobia e misoginia, non possono avere spazi nel nostro paese e nel mondo occidentale tutto, soprattutto per il loro arrogante e minaccioso proselitismo.

    Vero che la costituzione tutela la liberta’ di culto ( non nella loro per noi) ma ci si riferiva a culti normali, non a questa psicopatia……………….

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