di Maurizio Troccoli
Le ustioni e l’asfissia. Sono i segni rinvenuti sul corpo in un primo esame, all’uomo trovato carbonizzato martedì scorso in uno stabile abbandonato, e occupato come bivacco, a Umbertide. Vittima presumibilmente del rogo è un marocchino, Saaid Rakrak, di 55 anni, come lo è anche l’accusato di esserne l’autore Karim Ettermidou. Questi, attualmente in carcere, con la grave accusa di omicidio, secondo l’accusa, avrebbe ammazzato il connazionale per vendetta di una precedente lite, violentemente conclusasi con una coltellata, il pomeriggio precedente all’incendio.
Interrogatorio in carcere All’interrogatorio di convalida in carcere, davanti al giudice Giangamboni, il marocchino si è detto estraneo alla vicenda, avvenuta, a circa 600 metri di distanza dalla lite precedente, quella della coltellata. Ma l’uomo è collocato sulla scena dell’accaduto perchè le forze dell’ordine, una volta sopraggiunti l’hanno trovato lì. Alla domanda degli inquirenti quindi, sul perchè, accortosi dell’incendio, non abbia chiamato i vigili del fuoco o le forze dell’ordine, l’uomo ha risposto che lui è estraneo a tutto e che quando lui è arrivato in quel posto e si è accorto dell’incendio già erano arrivate sia le forze dell’ordine che i vigili del fuoco. Posizione, la sua, non convincente per chi indaga, la cui richiesta di permanenza in carcere è stata completamente accolta dal giudice in sede di interrogatorio di convalida.
Conferma di arresto «A nulla è valsa – spiega il difensore Gabrio Giannini – la documentazione fornita della disponibilità di uno zio del mio assistito di accoglierlo in casa. Il giudice – ha continuato – ha ravvisato gli estremi del pericolo di reiterazione del reato, di inquinamento e di tutto quanto è stato ritenuto necessario a trattenerlo in carcere, in attesa di un processo. Il tempo di approntare la documentazione necessaria, compreso quanto emerge dall’autopsia (di cui ha ricevuto incarico il medico legale Sergio Scalise ndr.), e poi chiederemo al tribunale del Riesame, se la misura restrittiva prevista è quella più appropriata. Oggi ovviamente ce l’aspettavamo. Comunque ribadisco che il mio assistito si ritiene estraneo a quanto ipotizzato».
