Maria Elena Petruccioli

di Marco Torricelli

Ci saranno tutti. Ci vorranno essere tutti. Sabato pomeriggio, la chiesa della Madonna del carmine di Montefranco rischierà di essere davvero troppo piccola per contenere tutti quelli che si ritroveranno lì, alle 15, per dire «ciao», per un’ultima volta, a Maria Elena Petruccioli, la 25 enne travolta ed uccisa, nella notte tra giovedì e venerdì, da due ladri in fuga. Uno dei quali è morto a sua volta e l’altro, ricoverato in ospedale, è stato accusato di omicidio volontario.

Il paese Sarà un pomeriggio di dolore, ma anche di grande solidarietà «nei confronti di una famiglia – dice il sindaco, Alessandro Sinibaldi – che sta dimostrando quella grande forza che solo sentimenti veri e profondi, come quelli che li legavano a Maria Elena, sono in grado di dare». Montefranco si fermerà, sabato. I negozi abbasseranno le saracinesche e, sulla facciata del palazzo comunale, una bandiera listata a lutto starà a ricordare che quella che si starà svolgendo non sarà una cerimonia rituale: «Sì – conferma Sinibaldi – per noi, per tutta questa comunità travolta e stravolta da quello che ci ha portata via Maria Elena, ci sarà ben poco di rituale. Credo proprio che tutto il paese, ora, voglia solo abbracciare la sua mamma, il suo papà e la sorellina a cui tanto era legata».

Le reazioni Tante e, com’era prevedibile, diverse le reazioni. Mentre non si arresta il silenzioso pellegrinaggio, la cui meta finale è la casa dove vive la famiglia: «La discrezione e la riservatezza sono una caratteristica della nostra gente – spiega il sindaco – come lo è la capacità di ricacciare indietro il rancore nei confronti di chi l’ha uccisa. Qui vivono un centinaio di cittadini stranieri e non ci sono particolari motivi di tensione. Il loro dolore, ne sono certo, non è inferiore al nostro».

Facebook I social network – sui quali Maria Elena Petruccioli era molto attiva – com’era molto attiva in quella vita che le è stato impedito di vivere come sperava e cercava di fare – sono diventati un’unica, enorme, bacheca virtuale. C’è il dolore e la rabbia: «Spero con tutto me stesso – scrive un ragazzo – che giustizia venga fatta così da far marcire in galera (o peggio) i responsabili ma, dopo questo, mi rendo conto che nessuno angelo mio potrà ridonarti la vita x rifarti sorridere. RIPOSA IN PACE». Ma c’è anche dell’altro: «Quelli due ladri non sono NOI (Albanesi ), mà sono la nostra vergogna che minano tutto ciò che abbiamo costruito con tanta fatica in tutti questi anni. Le lacrime ci sono anche nei nostri occhi. La rabbia è ancora più forte nei nostri cuori. Riposa in pace cara!». Riporto le frasi così, come le hanno scritte e come, forse, Maria Elena Petruccioli, avrebbe voluto leggerle.

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