di F.T.
Prima lo hanno avvelenato e poi gli hanno sparato a bruciapelo con un fucile da caccia. Una barbarie che si commenta da sola, quella compiuta a Fontechiaruccia, frazione del comune di Montefranco. Il ‘coraggioso’ di turno se l’è presa con il gatto che era un po’ la mascotte del borgo: Ugo, così lo chiamavano tutti, sempre pronto a prendersi le carezze della gente e a fare le fusa.
Barbarie Ad accorgersi che qualcosa non andava, sono stati padroni dello sfortunato micio. «Mercoledì mattina non è venuto a mangiare come al solito – racconta Emanuela Toseroni – e mio padre è andato a vedere se stava nella cuccia. Lo ha trovato a terra, ferito ma ancora in vita». Il veterinario è riuscito a intervenire, estraendo oltre trenta pallini. Ma nulla ha potuto contro il veleno che qualcuno gli aveva dato. La stessa sera il gatto ha iniziato a vomitare plastica e altre sostanze e nel giro di qualche minuto è morto.
La riflessione Emanuela Toseroni, e non solo lei, vuole vederci chiaro. Ha già sporto denuncia contro ignoti ai carabinieri di Arrone e si è rivolta alla Forestale e all’Enpa. Il fucile utilizzato, stando ai pallini recuperati, sarebbe un fucile Flobert calibro 8. Probabilmente verrà fatto anche un riscontro su chi, fra tutti i cacciatori della zona, è in possesso di un’arma del genere. Individuare il responsabile non sarà comunque facile. Ma la padrona non molla: «Quello che è successo è davvero brutto – spiega – anche perché qualcuno si è preso la libertà di imbracciare un fucile e sparare a pochi metri dalle case. È un fatto di sicurezza, oltre al dispiacere per quello che la bestiola, davvero buona e amata da tutti, ha dovuto subire».
