«Il vero scandalo è gridare allo scandalo quando non si conoscono i fatti, il 26 luglio scadono i termini di garanzia e a quel punto si procederà all’attivazione delle azioni legali». È una replica secca e dai toni piuttosto duri quella che l’assessore regionale all’agricoltura, Fernanda Cecchini, ha riservato al capogruppo della Lega Gianluca Cirignoni che giovedì, annunciando i risultati «allarmanti» emersi dalla perizia dell’Università degli studi di Perugia, aveva invitato la Regione «a identificare e perseguire i responsabili del grave danno alle casse pubbliche».

Cecchini: «Entro il 26 luglio azioni legali» «È dallo scorso anno che la giunta regionale – è la replica dell’assessore Cecchini – ha incaricato l’Avvocatura regionale di occuparsi della vicenda relativa alle perdite di alcuni tratti delle condotte di Montedoglio e il prossimo 26 luglio, al termine di validità della azione di garanzia, si procederà alla formale richiesta di attivazione delle azioni legali a tutela della Regione Umbria». E poi: «I fatti documentano senza ombra di dubbio che la Regione ha sempre seguito con attenzione le vicende legate a Montedoglio, mettendo in atto tempestivamente tutte le azioni e gli strumenti necessari a fronteggiare e risolvere i problemi che si sono manifestati. È stata infatti proprio la giunta regionale, con una apposita delibera, a commissionare al Dipartimento di ingegneria industriale dell’Università di Perugia una perizia che accertasse con esattezza causa delle rotture e responsabilità».

Dal 1997 al 2010 Riassumendo la vicenda l’assessore Cecchini ricorda che nel 1997 fu approvato dalla Regione il progetto di interconnessione irrigua con l’invaso del Montedoglio delle reti comprensoriali dell’Alto Tevere che si articola in lotti funzionali a completamento degli impianti irrigui pubblici già esistenti e affidati in gestione alla Comunità montana Alta Umbria. Circa 90 chilometri di rete principale e oltre a 300 di reti secondarie. Le reti di interconnessione sono entrate in esercizio dalla campagna irrigua 2004 facendo registrare, nel periodo fino al 2009, alcuni cedimenti strutturali imputabili ad una ordinaria casistica di esercizio. Nel luglio 2010, a seguito di ripetuti episodi di rottura su limitati tratti realizzati in vetroresina (concentrati nei Comuni di Citerna per circa 3.5 chilometri e per 1.5 a Città di Castello), la Comunità montana Alta Umbria ha interessato la Regione per verificare le caratteristiche strutturali e qualitative delle tubazioni. A settembre dello stesso anno, la Regione ha chiesto alle imprese esecutrici dei lavori di intervenire con urgenza per una ricognizione sulle condizioni delle reti, anche in contraddittorio con la stazione appaltante, e di sostituire le parti danneggiate e non idonee. Fermo restando che l’amministrazione regionale si riservava, comunque, l’azione di risarcimento di tutti i danni.

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